Agrigento

Coronavirus, parla il primario di Cardiologia di Agrigento: “Nessun focolaio nel reparto”

Lettera aperta del primario del reparto di Cardiologia dell’ospedale di Agrigento, Giuseppe Caramanno, che ha voluto fare chiarezza dopo il susseguirsi di casi di Coronavirus all’interno del reparto del San Giovanni di Dio. E, in particolare, il contagio in successione della pensionata di 76 anni di Favara, che poco prima era stata ricoverata proprio in […]

Pubblicato 6 anni fa

Lettera aperta del primario del reparto di Cardiologia dell’ospedale di Agrigento, Giuseppe Caramanno, che ha voluto fare chiarezza dopo il susseguirsi di casi di Coronavirus all’interno del reparto del San Giovanni di Dio. E, in particolare, il contagio in successione della pensionata di 76 anni di Favara, che poco prima era stata ricoverata proprio in quel reparto, del medico di emodinamica, di una ausiliaria che prestava servizio proprio in ospedale, anche lei di Favara, e infine del paziente, originario di Mussomeli, risultato (post mortem) positivo al Covid19 deceduto negli scorsi giorni in Cardiologia. 

La lettera del primario. “Purtroppo, in questo periodo, in piena emergenza coronavirus, circolano molto spesso notizie false costruite artatamente da alcuni per creare panico, disagio e allarme sociale, e chissà quale ipotetico e fantasioso vantaggio economico, immaginano di trarre, infatti ho letto in questi gg alcuni messaggi che mistificano in maniera indegna la realtà dei fatti. Io in qualità di primario del reparto che mi onoro di dirigere, ho il dovere, prima da professionista e poi dal punto di vista umano, di ristabilire la verità.”

Cosa è accaduto, in questi gg, nella nostra struttura?

  • Il 16/03 è stata ricoverata presso la nostra unità operativa una sig.ra di 76enne di Favara, inviata da un cardiologo del territorio, che necessitava dell’impianto di Pacemaker che poi veniva impiantato l’indomani, subito dopo un arresto cardiaco transitorio. Nonostante il medico dei guardia insistentemente avesse chiesto più volte alla sig.ra, se fosse stata a contatto con persone a rischio coronavirus, ella rispondeva negativamente; e dopo avere effettuato una radiografia del torace, molto sospetta, veniva sottoposta a TAC toracica, suggestiva per infezione da COVID-19  per cui veniva effettuato un tampone per confermare il sospetto. Nel frattempo solo dopo 12 ore dal ricovero la paziente ammetteva di essere stata vicina a un congiunto proveniente da Milano. L’esito del tampone risultato positivo ci induceva a trasferire la sig.ra in un centro COVID-19
  • A seguito della positività della suddetta paziente a distanza di 24 h tutti gli operatori sanitari della cardiologia e due pazienti venivano sottoposti a tampone risultato poi positivo in un emodinamista e in un’ausiliaria che non avevano avuto nessun contatto con la signora in questione, mentre tutti gli altri erano negativi.
  • Infine un paziente di Mussomeli ricoverato dal 22/02 per grave scompenso cardiaco, il 16/03 veniva sottoposto a coronarografia e a controllo radiografico del torace che risultava sospetto per polmonite da coronavirus, si decideva quindi di eseguire il tampone che non è stato possibile effettuare perché il paziente la mattina del 19/03 è deceduto e nonostante ciò veniva effettuato lo stesso. Il 21/03 si apprendeva che il paziente era positivo al coronavirus
  • Analizzando tutti i dati a disposizione possiamo concludere che ragionevolmente : 1) la prima paziente sia stata contagiata altrove, sicuramente non in ospedale. 2) Il paziente deceduto, COVID-19 positivo, abbia contagiato sia l’emodinamista che l’ausiliaria. 3) Resta da chiarire quando e dove il paziente deceduto abbia contratto l’infezione da Coronavirus. 4) Non esiste nessun focolaio nella Cardiologia di Agrigento

 Il primario prosegue: “Mi preme sottolineare ancora una volta che, nonostante i casi verificatisi nel reparto di Cardiologia del nostro nosocomio, i cardiologi agrigentini continuano a svolgere regolarmente il     proprio lavoro, dopo avere sanificato i locali e disposto la quarantena dei soggetti risultati positivi. Come già ribadito, è probabile che nelle prossime settimane pazienti COVID-19 potranno presentarsi nel nostro reparto, specialmente quelli affetti da infarto miocardico acuto che afferiscono direttamente in sala di Emodinamica, senza transitare dal pronto soccorso. In queste settimane abbiamo potuto constatare che alcuni pazienti stanno sottovalutando i  sintomi dell’infarto ritardando il ricovero o addirittura restandosene a casa per paura del contagio con conseguenze spesso disastrose, per cui invito coloro che presentano sintomi come dolore toracico o difficoltà respiratorie a chiamare subito il 118 che provvederà ad eventuale ricovero in ospedale dove ci sono a disposizione dei professionisti che tratteranno tempestivamente al meglio tutte le patologie cardiache.”

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