Agrigento

Corruzione e rifiuti, l’imprenditore Sergio Vella risponde al giudice e respinge le accuse

Per l'imprenditore agrigentino alcune intercettazioni sui riferimenti a Gaetano Armao sarebbero imprecisi, nel senso di errori di trascrizione

Pubblicato 12 minuti fa

Al via oggi gli interrogatori degli indagati dell’inchiesta per corruzione che scuote i palazzi del potere siciliano. In vista degli interrogatori dei principali indagati – gli avvocati Gaetano Armao e Pierluigi Matta, il deputato regionale del Mpa Giuseppe Geremia Lombardo e il presidente della Samo Luigi Zancla, previsti per domani – il giudice ha gia’ sentito per circa un’ora Pierpaola Veruska Benedetta Costanzo, ritenuta politicamente vicina a Lombardo. La donna avrebbe dovuto beneficiare di un’assunzione in un’associazione che si occupa di cure palliative, in cambio dell’aiuto che Lombardo avrebbe dovuto dare alle societa’. Poi e’ iniziato l’esame dell’ex presidente della Samot, societa’ di cure palliative, Mario Lupo, e a seguire il programmato interrogatorio dell’imprenditore Sergio Vella; dovrebbero andare al pomeriggio i due imprenditori della Compagnia valdostana delle acque Giuseppe Argiro’ (Cva) e Marco Gentile Malacarne (Cva Eos). Prima di essere ascoltato, Lupo ha negato davanti ai cronisti qualsiasi coinvolgimento personale e di avere corrotto pubblici funzionari: l’ex presidente della Samot e’ accusato di aver pagato per fare pressioni sulla politica ed evitare che la platea dell’assistenza domiciliare integrata ai pazienti terminali venisse allargata a dismisura, cosa che avrebbe danneggiato Samot e Samo. La linea negazionista di Lupo finora non ha pagato: gia’ implicato in una vicenda di corruzione che ha dato origine all’inchiesta attuale, e’ stato condannato a sei anni dopo avere escluso di aver pagato tangenti, pur essendo stato preso in flagranza.

L’imprenditore agrigentino Vella, sempre ai cronisti, ha invece ricordato di aver contribuito in modo decisivo, anche indossando microfoni per registrare le sue parole, alla condanna per concussione dell’ex sindaco di Lampedusa (Agrigento) Bernardino De Rubeis. Secondo la sua interpretazione, poi, alcune intercettazioni sui riferimenti a Gaetano Armao, avvocato ed ex presidente della Cts, commissione tecnica specialistica che rilascia permessi ambientali, sarebbero imprecisi, nel senso di errori di trascrizione. Finora nessuno degli indagati, pur avendone la facolta’, ha scelto di non rispondere. Completati gli interrogatori, da domani il giudice Zampino dovra’ decidere se accogliere o meno le richieste del pool guidato dal procuratore Maurizio de Lucia e dall’aggiunto Francesca Mazzocco: carcere per Armao e Matta, domiciliari per tutti gli altri, tranne che per la Costanzo, per la quale viene proposto il divieto di dimora.

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