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Corruzione e cittadinanze “facili” nell’Agrigentino, chiesti 22 rinvii a giudizio (TUTTI I NOMI)

Chiesto processo per un sindaco dell'Agrigentino, vigili urbani, un avvocato, diversi funzionari comunali e faccendieri coinvolti nell'inchiesta che ipotizza un giro di corruzione legato all’ottenimento della cittadinanza italiana

Pubblicato 56 minuti fa

La Procura di Agrigento ha avanzato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di 22 persone – tra amministratori comunali, vigili urbani, un avvocato e faccendieri – coinvolte a vario titolo in una maxi inchiesta che ipotizza un giro di corruzione legato all’ottenimento della cittadinanza italiana di alcuni brasiliani residenti in provincia. Il provvedimento è firmato dal procuratore capo Giovanni Di Leo. La prima udienza preliminare si celebrerà il prossimo 11 novembre davanti il gup Michele Dubini.  Nella lista degli imputati che rischiano il processo compare il sindaco di Camastra, Dario Gaglio, ma anche i vigili urbani Giovanni Cilia (ispettore della polizia locale di Naro), Salvatore Scalisi (ispettore della polizia locale di Naro), Maria Concetta Tallarita (ispettore della polizia locale di Porto Empedocle), Enzo Universo (agente della polizia locale di Naro), Rosaria Valenti (funzionario dell’ufficio anagrafe di Comitini), Giuseppe Zambito (dipendente del comune di Siculiana), Roberto Di Liberto (marito della vice sindaca di Comitini), Gaspare Gallo. E poi ci sono i faccendieri nonché titolari di agenzie di disbrigo pratiche quali Giuseppe Giglione e Annabel De Olivera, Maria Rita Grassagliata (collaboratrice dell’agenzia) e Giuseppe Moscato, anche lui gestore di un’agenzia. Coinvolti, infine, anche l’avvocato Nicola Mucci, Epifania Cimino (ex funzionaria dell’ufficio anagrafe di Camastra in pensione) e Giuseppe Bartolotta.

GLI IMPUTATI

Giuseppe Bartolotta, 77 anni, di Camastra; Fiorangela Butticè, 56 anni, di Raffadali; Devercino Costa Dos Santos, 49 anni, brasiliano; Epifania Cimino, 70 anni, di Camastra; Giovanni Cilia, 69 anni, di Naro; Teresa Delisi, 49 anni, di Aragona; Annabel De Oliveira, 45 anni, residente a Raffadali; Roberto Di Liberto, 54 anni, di Comitini; Gioacchino Di Marco Zingarello, 66 anni, di Agrigento; Angela Duarte Borges, 68 anni, brasiliana; Dario Gaglio, 39 anni, di Camastra; Giuseppe Giglione, 56 anni, di Raffadali; Gaspare Gallo, 55 anni, di Naro; Giuseppe Moscato, 48 anni, di Raffadali; Nicola Mucci, 48 anni, di Agrigento; Salvatore Scalisi, 56 anni, di Naro; Maria Concetta Tallarita, 57 anni, di Porto Empedocle; Salvatore Tirone, 66 anni, di Grotte; Enzo Universo, 69 anni, di Naro; Rosaria Valenti, 70 anni, di Comitini; Giuseppe Zambito, 64 anni, di Raffadali. 

L’INCHIESTA

L’intera vicenda verte sul cosiddetto “ius sanguinis”, vale a dire il principio giuridico per cui si acquisisce la cittadinanza italiana automaticamente se uno dei genitori è italiano, indipendente dal luogo di nascita. Secondo la procura di Agrigento in alcuni comuni della provincia (Camastra, Comitini, Porto Empedocle su tutti) questo iter sarebbe stato per così dire “velocizzato” grazie ad accordi corruttivi. La procura di Agrigento, la scorsa estate, aveva chiesto l’applicazione di misure cautelari – tra custodia in carcere, domiciliari e obbligo di dimora – nei confronti di 14 dei 22 indagati tra un sindaco, pubblici ufficiali, vigili urbani, un avvocato e faccendieri.

IL COLLEFGIO DIFENSIVO

Nel collegio difensivo gli avvocati Salvatore Cusumano, Rosario Pendolino, Sergio Baldacchino, Daniele Re, Nicolò Amore, Ottavio Bonaccorsi, Gianfranco Pilato, Domenico Ingrao, Gisella Spataro, Salvatore Pennica, Maria Luisa Butticè, Leonardo Marino.

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