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Il boss Vetro e quell’incontro a Menfi, era stato presentato all’assessore come “ingegnere”

Il dirigente regionale chiamò un assessore comunale di Menfi per risolvere la questione posidonia e chiedendo di incontrare un “ingegnere” che altro non era che Carmelo Vetro

Pubblicato 28 minuti fa

Era stato presentato ad un assessore del comune di Menfi come “ingegnere”, un “collega che ha esperienza in materia e nel settore”. In realtà il professionista che si sarebbe dovuto occupare della rimozione della posidonia nello specchio acqueo di Porto Palo altro non era che Carmelo Vetro, figlio del boss ergastolano Giuseppe, che dopo aver scontato una condanna a nove anni per mafia si era reinventato imprenditore nel settore dei rifiuti. La vicenda emerge con chiarezza in una delle informative depositate negli scorsi giorni e oggi agli atti dell’inchiesta che ha portato al nuovo arresto del boss Vetro, del dirigente regionale Giancarlo Teresi e che vede il manager Salvatore Iacolino indagato per concorso esterno in associazione mafiosa

Tra gli appalti finiti nel “mirino” della procura ci sarebbe stato anche quello per la rimozione della posidonia a Porto Palo di Menfi. La gara, che prevedeva un intervento della Regione con un finanziamento, non è entrata ancora nella fase esecutiva sebbene fossero già stati individuate le figure tecniche addette alla definizione della procedura. Tra queste vi era Giancarlo Teresi, il dirigente regionale arrestato insieme a Vetro per corruzione. L’ipotesi della procura di Palermo è che Teresi – in vista dell’appalto – abbia dato mandato alla società di Vetro di effettuare le esplorazioni preparatorie.

Il 13 dicembre 2024 il dirigente regionale chiama un assessore del comune di Menfi per la “questione posidonia”. Teresi prospetta all’assessore la possibilità di farlo contattare da un autorevole esperto che avrebbe dovuto eseguire degli accertamenti per suo conto: “Ti posso mandare eventualmente qualcuno che ti può chiedere eventualmente..diciamo soggetti che sono dedicati e hanno esperienza..qualche collega nostro che ha esperienza di settore..gli posso dare il tuo numero?” Alla risposta affermativa dell’assessore, il dirigente regionale dice: “E allora io darò il tuo numero all’ingegnere Vetro”.

Il professionista individuato da Teresi non è un ingegnere ma Carmelo Vetro, tornato libero dopo nove anni di carcere per mafia nell’ambito dell’operazione “Nuova Cupola”. In effetti, annotano gli investigatori, Vetro contatta l’assessore il 30 dicembre 2024: “Mi ha dato il suo numero.. aveva anche anticipato la chiamata..l’ingegnere Teresi, si ricorda? L’ingegnere ci teneva tanto. siccome stiamo facendo una consulenza per quanto riguarda il problema lì a Menfi.. questa benedetta posidonia.. magari dopo le feste la vengo a trovare.” L’incontro, come riscontrano gli agenti della Dia, della Squadra mobile e della Sisco, avverrà l’8 gennaio 2025. 

Vetro, intercettato in auto con il cognato, non sembra però entusiasta del programma, ritenuto evidentemente poco remunerativo (il Comune avrebbe dovuto stanziare le somme per il progetto): “C’è quel m.. di Teresi qua che ci pare che deve fare le cose senza lavoro.. senza soldi.. i soldi ci vogliono”. Il cognato risponde: “Un comune in dissesto come m… te li deve mettere i soldi.. di che m… parliamo”

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