Rifiuti abbandonati e bruciati a Porto Empedocle: due condanne, prosciolti in otto
Per la gran parte degli episodi contestati è intervenuta la prescrizione e quasi tutti gli imputati sono stati prosciolti
Materiale di risulta, scarti edilizi, tubature e guarnizioni abbandonati in un’area comunale e, in alcuni casi, anche bruciati. Si chiude con due condanne e otto proscioglimenti il processo scaturito dall’inchiesta sull’abbandono incontrollato di rifiuti nella zona di contrada San Calogero Napolitano a Porto Empedocle. I fatti risalgono al 2018.
Il giudice Laerte Conti ha condannato ad un anno e quattro mesi di reclusione Daniele Trameli, 40 anni, e Andrea Salvatore Varsalona, 50 anni. Per quest’ultimo la pena è sospesa mentre il primo ha anche incassato l’assoluzione per il reato di ricettazione. L’accusa era quella di aver appiccato fuoco a cumuli di rifiuti in quell’area. Il giudice ha disposto il non luogo a procedere, per intervenuta prescrizione, nei confronti di: Calogero Zambito, 58 anni; Francesco Adriani, 37 anni; Benedetto Catania, 55 anni; Giosuè Castelli, 57 anni; Venerina Cappello, 57 anni; Francesco Brancato, 56 anni; Francesco Sacco, 37 anni; Calogero Picarella, 40 anni.
L’indagine è stata eseguita sul campo dai carabinieri che, piazzando delle telecamere nell’area comunale di San Calogero Napolitano, hanno immortalato diversi episodi di abbandono di rifiuti di ogni genere: cassette di polistirolo, scarti, materiale di risulta, tubature, guarnizioni e molto altro. Per la gran parte degli episodi contestati è intervenuta la prescrizione e quasi tutti gli imputati sono stati prosciolti. Nel collegio difensivo gli avvocati Samantha Borsellino, Daniele Re, Pierluigi Cappello, Fabio Inglima Modica, Salvatore Pennica.





