Tangenti, rifiuti e sanità: l’inchiesta entra nei cellulari degli indagati, ecco cosa cercano i pm
Le parole chiave indicate nel decreto di perquisizione, da utilizzare per ricercare elementi utili nei dispositivi sequestrati agli indagati, sono (per così dire) curiose e indicano la strada tracciata dalla Procura
Le parole chiave indicate nel decreto di perquisizione, da utilizzare per ricercare elementi utili nei dispositivi sequestrati agli indagati, sono (per così dire) curiose e indicano la strada tracciata dalla Procura di Palermo. “Schifani”, “Iacolino”, “Faraoni” ma anche “fattura”, “consulenza”, “Rda”, “provvedimento unico ambientale”, “valutazione di impatto ambientale”, “valutazione ambientale”, “commissione tecnica specialistica”. Per i pm palermitani – che indagano su un presunto giro di tangenti legato al rilascio di autorizzazioni e permessi ambientali alla Regione – è necessario “estrapolare le memorie informatiche ove risultano archiviate chat, immagini, messaggi anche vocali, mail, link web e ulteriori informazioni idonee non soltanto a meglio ricostruire epoca e data dei rapporti tra gli indagati”.
E i magistrati indicano anche il perimetro dell’attività di ricerca: da settembre 2024 fino a venerdì scorso e deve essere estesa anche alla messaggistica e corrispondenza telematica intercorsa tra Armao e tutti gli indagati compresi i collaboratori interni delle aziende e le loro mail. I pm sono certi di trovare materiale davvero interessante e utile all’indagine. L’inchiesta è quella nei confronti dell’ex vicepresidente della Regione Siciliana, Gaetano Armao. Insieme a lui, per il quale i pm hanno chiesto l’arresto, sono indagati altri otto tra imprenditori e professionisti. L’inchiesta della Procura di Palermo riguarda un giro di “mazzette” nell’ambito della Commissione tecnica specialistica regionale per le autorizzazioni ambientali, che fino a pochi mesi fa era presieduta da Armao. Si tratta di progetti industriali, energetici che devono essere approvati proprio da Armao. Gli investigatori pensano che dietro quelle richieste ci fosse un sistema illecito di corruzione.




