“Tentata estorsione ad aziende empedocline”, condannati padre e figlio
I due erano stati arrestati insieme al cognato, gia’ condannato in abbreviato a sei anni, per una serie di pressioni e richieste rivolte a imprenditori del comparto rifiuti
I giudici della seconda sezione penale del tribunale di Agrigento, presieduti da Wilma Angela Mazzara, hanno inflitto tre anni di reclusione a Filippo e Giuseppe Freddoneve, 61 e 36 anni, di Porto Empedocle. I due erano stati arrestati insieme al cognato Giuseppe Migliara, 65 anni, gia’ condannato in abbreviato a sei anni, per una serie di pressioni e richieste rivolte a imprenditori del comparto rifiuti.
Secondo l’accusa, Migliara avrebbe costretto un’azienda ad assumere il nipote e tentato di ottenere altre assunzioni e la risoluzione di un contratto di locazione.
Le indagini, basate anche su intercettazioni, avevano documentato i contatti con gli imprenditori e il tono minaccioso di alcune conversazioni. Il pubblico ministero aveva chiesto quattro anni e mezzo, ma il collegio ha deciso per una pena inferiore. La difesa, rappresentata dall’avvocato Daniela Principato, aveva sostenuto che non vi fossero state minacce, ma solo richieste di lavoro insistenti. Migliara era gia’ stato riconosciuto colpevole di avere esercitato pressioni per ottenere vantaggi a favore dei familiari.




