Chiusa per irregolarità la palestra dell’influencer Eros Luxor: sanzioni per 12 mila euro e tre denunce
Eros Luxor ha dichiarato pubblicamente di essere stato truffato dal tecnico incaricato della gestione delle pratiche burocratiche
I Carabinieri della Stazione Oreto di Palermo unitamente al personale della Polizia Municipale, hanno scoperto e chiuso una palestra nel cuore di Palermo che, operava in assenza delle previste autorizzazioni. Si tratta della palestra BodyLife di piazza Tineo, gestita dall’influencer tiktoker e culturista Eros Di Maio conosciuto come “Eros Luxor” insieme a un socio.
Le attività hanno fatto emergere una situazione di totale irregolarità: nessuna norma di sicurezza rispettata, documenti verosimilmente falsi e autorizzazioni inesistenti. Durante l’ispezione sono state denunciate tre persone, di 32, 40 e 50 anni, per aver esibito atti con dati non veritieri. La struttura era priva del Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) e del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR): violazioni gravi che hanno portato al sequestro dell’intero locale e di tutta l’attrezzatura sportiva. Non solo sicurezza zero: la palestra operava in modo completamente irregolare anche sul piano commerciale e professionale. È stato accertato che un istruttore lavorava in assenza di prescritto titolo abilitativo e che, la struttura era priva di autorizzazione sia per l’attività sportiva che per la vendita di alimenti al suo interno, mancando altresì la figura tecnica obbligatoria per legge. Il bilancio finale dell’operazione è di 12.000 euro di sanzioni amministrative e il sequestro completo della struttura. Un risultato che tutela la sicurezza pubblica e la concorrenza leale verso chi gestisce centri sportivi nel pieno rispetto delle regole.
LA REPLICA DEL TITOLARE ENZO DI MAIO
I titolari dell’attività replicano sostenendo di essere stati raggirati dal loro tecnico che, nel 2024, si sarebbe occupato degli adempimenti amministrativi relativi alla palestra. “Al momento del controllo, abbiamo scoperto il problema. Non ne sapevamo nulla ma siamo assolutamente in regola. Non ci è stato dato il tempo – spiega Eros Di Maio intervistato PalermoToday – di esibire tutti gli incartamenti. Purtroppo la nostra segretaria non sapeva dove si trovasse la documentazione completa. Ha fatto tutto il tecnico, da noi pagato tutte le volte tramite bonifici, che ci ha sempre rassicurato che fosse tutto ok, che le autorizzazioni fossero arrivate via Pec e che non c’era da preoccuparsi. Mi viene da pensare che ci potrebbero essere altre ignare vittime come noi”.




