Aragona

Nuovo impianto rifiuti nella zona industriale, i cittadini di Aragona: “pericoloso per la nostra salute”

I cittadini si sono riuniti in assemblea per discutere dell'impianto; verrà notiziato anche il prefetto Romano

Pubblicato 6 mesi fa

Nei giorni scorsi i cittadini di Aragona si sono riuniti nel piazzale della stazione ferroviaria per discutere sull’ impianto di trattamento rifiuti da 200.000 tonnellate che dovrebbe sorgere nella zona industriale tra Aragona-Agrigento-Favara.  

I cittadini hanno manifestato tutto il loro disappunto e dissenso verso il Comune di Aragona poiché l’iniziativa proposta dalla ditta il 19/11/20218 veniva assentita cinque giorni dopo dal Sindaco con la nota prot. n. 20468 del 23/11/2018 senza che fosse opportunamente istruita dagli organi tecnici e, soprattutto, senza alcun coinvolgimento della città. 

“Abbiamo avuto notizia, infatti, della volontà del Sindaco e della Giunta di assentire gli impianti di trattamento rifiuti solo con il deposito della proposta di deliberazione della variante urbanistica al Piano Regolatore Generale avvenuta il 05/10/2022. La dimensione degli impianti e l’inserimento in un contesto ambientale dove già insistono numerosi stabilimenti di trattamento rifiuti, sono la fonte prima delle nostre preoccupazioni e cioè che tutta l’area industriale, Aragona – Favara – Agrigento, acquisisca un’unica e sola vocazione: lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani non solo della provincia, ma di tutta la Sicilia. In assoluta controtendenza all’ispirazione del Piano dei Rifiuti Regionale”, dichiarano i cittadini che oltre alla formazione di un comitato, hanno pure stabilito d’indire una riunione aperta a tutti, e, tra le successive iniziative, non è escluso un incontro con il Prefetto di Agrigento, dott. Filippo Romano, con il Vescovo di Agrigento, Mons. Alessandro Damiano e con il Commissario Straordinario della ZES – Sicilia Occidentale, prof. Carlo Amenta.    

Non va trascurato che uno degli impianti esistenti per il trattamento delle acque reflue e dei rifiuti pericolosi provenienti dagli impianti dei petrolchimici dell’isola ha ottenuto il PAUR per il raddoppio della propria capacità produttiva (ne è testimonianza l’uso e l’incremento sistematico come area di sosta con mezzi di trasporto pesanti dei marciapiedi pubblici che insistono sui lati destro e sinistro della strada principale della zona industriale). Come sono altrettanto evidenti gli abbancamenti massicci di materiale plastico negli spiazzi di altri impianti che suscitano serio timore d’incendi come avvenuto nel recentissimo passato, come l’abbandono della vicina discarica Consolida del Comune di Agrigento ancora in attesa di bonifica. I cittadini non intendono frapporre ostacoli allo sviluppo economico del territorio, si legge nella nota stampa, ma lo stesso non può essere lasciato alla sola iniziativa del privato imprenditore senza che da parte dei soggetti pubblici preposti, come Comuni di Aragona, Favara e Agrigento, Provincia, Irsap e Regione, se ne valutino tutte le conseguenze non solo sul piano giuridico ma ambientale, economico e sociale.  In particolare, si torna a segnalare il silenzio mantenuto dal Comune di Aragona”.  

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