Cultura

Al teatro Pirandello in scena “I corpi di Elizabeth” con la regia di Cristina Crippa ed Elio De Capitani 

Sabato 7 marzo alle ore 21.00 e domenica 8 marzo alle ore 17.30

Pubblicato 1 ora fa

Prima che Agrigento entri nel pieno clima della Sagra del Mandorlo in Fiore, il Teatro Luigi Pirandello propone un nuovo appuntamento della stagione con uno spettacolo dedicato a una delle figure più affascinanti e complesse della storia europea.

Sabato 7 marzo alle ore 21.00 e domenica 8 marzo alle ore 17.30 andrà in scena “I corpi di Elizabeth” di Ella Hickson, con la regia di Cristina Crippa ed Elio De Capitani, produzione Teatro dell’Elfo e Teatro Stabile del Veneto.

Un cast di grande qualità accompagna un testo incalzante e sorprendente che racconta, con uno sguardo contemporaneo, la vita e il potere di Elisabetta I d’Inghilterra, la sovrana passata alla storia come la Regina Vergine. Nei panni della regina Elizabeth troviamo Elena Russo Arman, che interpreta anche Catherine Parr e Mary Tudor, mentre Maria Caggianelli Villani è Elizabeth Principessa e la giovane Katherine GreyCristian Giammarini veste i panni dell’intrigante Cecil, mentre Enzo Curcurù interpreta Thomas Seymour e Robert Dudley.

La drammaturgia contemporanea in lingua inglese rappresenta da tempo un terreno di ricerca privilegiato per il Teatro dell’Elfo, una fonte preziosa per raccontare il presente anche attraverso lo sguardo sulla storia. Ne è un esempio emblematico “I corpi di Elizabeth” (titolo originale Swive [Elizabeth]), opera dell’autrice britannica Ella Hickson, già premiata e applaudita in patria, qui presentata per la prima volta in Italia nella traduzione di Monica Capuani.

Cuore del testo è il corpo di Elizabeth I, o meglio i suoi corpi, come suggerisce il titolo italiano: il corpo politico con cui la regina costruisce la propria autorità e il corpo privato e sensuale, attraversato da desiderio e passioni. In una dimensione storica che dialoga con l’immaginario pop contemporaneo, i personaggi si muovono con una voce sorprendentemente attuale. A renderli così vicini al pubblico di oggi è la scrittura rapida e tagliente della Hickson, capace di indagare una rete di relazioni di potere intrisa di tensione emotiva.

Elisabetta I, unica donna non sposata a governare l’Inghilterra, regnò per quarantaquattro anni con astuzia, intelligenza e straordinario autocontrollo. In una società fortemente patriarcale comprese presto di non potersi permettere sentimenti che potessero renderla vulnerabile. La sua scelta di non sposarsi divenne così parte integrante della sua strategia di governo.

La regia di Cristina Crippa ed Elio De Capitani mette in scena questo percorso nella scenografia di Carlo Sala, dove trono e arredi essenziali si inseriscono tra preziosi velari ricamati con simboli della dinastia Tudor. I costumi, firmati da Ferdinando Bruni, completano un impianto visivo elegante e suggestivo.

Elemento centrale della drammaturgia è lo sdoppiamento del personaggio di Elizabeth, interpretato da due attrici: la giovane principessa e la regina ormai consapevole del proprio potere. Due corpi, due età e due fasi della stessa identità che si confrontano con intrighi di corte, passioni e scelte politiche decisive.

Dalle prime scene che vedono la giovane Elisabetta accanto alla matrigna Catherine Parr e al carismatico Thomas Seymour, fino all’ascesa al trono e alle tensioni con il Parlamento e con la rivale Mary Stuart, la vicenda si sviluppa come un affresco teatrale avvincente che racconta il prezzo del potere e la forza di una donna destinata a cambiare la storia.

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