Cultura

Monumentale Pattavina, il teatro Pirandello si ferma ad ascoltare

Sul palco, “Il piacere dell’onestà” di Luigi Pirandello prende vita nella regia di Guglielmo Ferro, con Pippo Pattavina nei panni di Angelo Baldovino, figura disincantata e rigorosa che mette a nudo le ipocrisie della società borghese

Pubblicato 5 ore fa

Non cala il sipario quando finisce lo spettacolo: al Teatro Pirandello resta acceso il dialogo con il pubblico. Con le luci già accese, gli spettatori sono rimasti in sala, quasi a non voler interrompere quel filo sottile tra scena e realtà. Un silenzio carico di attenzione che si è trasformato subito dopo in dialogo: il protagonista Pippo Pattavina si è intrattenuto con il giornalista Domenico Vecchio per il talk voluto dal direttore artistico Roberta Torre, un format che quest’anno sta riscuotendo grande consenso tra gli abbonati del Teatro Pirandello.

Interpretare Pirandello a casa sua è una responsabilità enorme – ha sottolineato Pattavina davanti a un pubblico attento –. Nel nostro continuo girovagare incontriamo spesso spazi che fatichiamo a chiamare teatri, dove siamo costretti a sacrificare le scenografie pur di adattarle al palco. Spettacoli come questo meritano luoghi come il Pirandello. Io continuerò a recitare fino all’ultimo giorno della mia vita: ho attraversato tanti testi di Pirandello, il prossimo sarà Il gioco delle parti, e spero di tornare qui ancora una volta. Perché, in fondo, mi piacerebbe restare sul palco fino all’ultimo respiro.” 

Un momento di confronto diretto, molto sentito dal pubblico, proposto eccezionalmente di sabato e non nella consueta replica domenicale.

Sul palco, “Il piacere dell’onestà” di Luigi Pirandello prende vita nella regia di Guglielmo Ferro, con Pippo Pattavina nei panni di Angelo Baldovino, figura disincantata e rigorosa che mette a nudo le ipocrisie della società borghese. Accanto a lui Francesca Ferro nel ruolo di Agata e una compagnia affiatata che restituisce ritmo e profondità a un testo che continua a parlare al presente.

Uno spettacolo che, tra paradosso e verità, conferma la forza di Pirandello e la capacità del teatro di restare specchio vivo della coscienza collettiva.

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