“Restare per scelta”, si presenta il nuovo libro di Salvatore Pezzino
L'autore propone una riflessione sul valore del radicamento, sulla responsabilità delle istituzioni e sulla necessità di costruire le condizioni
Sarà presentato mercoledì 15 luglio, alle 17.30, nella sala conferenze della Camera di Commercio di Agrigento, in piazza Gallo 317, il libro di Salvatore Pezzino, “Restare per scelta. La cultura del vivere”.
“L’iniziativa, promossa dalla Camera di Commercio, intende offrire – sottolinea il Commissario straordinario Giuseppe Termine – un’occasione di confronto su una delle questioni più rilevanti per il futuro della Sicilia e del Mezzogiorno: lo spopolamento dei territori e la crescente emigrazione delle giovani generazioni. Attraverso il volume – aggiunge Termine – l’autore propone una riflessione sul valore del radicamento, sulla responsabilità delle istituzioni e sulla necessità di costruire le condizioni affinché restare nei propri territori possa diventare una scelta libera e possibile”.
Ad aprire l’incontro saranno i saluti istituzionali e l’introduzione del Commissario straordinario della Camera di Commercio, Giuseppe Termine. Seguiranno gli interventi di Filippo Giovanni Barbera, direttore della Sede di Agrigento della Banca d’Italia, Salvatore Cincimino, professore di Economia aziendale dell’Università degli Studi di Palermo, Gianfranco Latino, segretario generale della Camera di Commercio, Alfio Mannino, segretario generale della CGIL Sicilia, Vittorio Messina, componente del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL), e Mario Sorce, direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro.
A coordinare il dibattito sarà Salvatore Cardinale, presidente emerito della Corte d’Appello di Caltanissetta. L’incontro, al quale sarà presente l’autore, si propone di mettere a confronto istituzioni, mondo economico, accademico e sociale su un tema decisivo per il futuro delle comunità locali: creare opportunità di sviluppo, lavoro e qualità della vita affinché il talento dei giovani possa trovare spazio nei territori di origine, trasformando il “restare” in una scelta di futuro e non in una rinuncia.


