Favara

Favara piange un altro figlio, l’ultimo saluto a Salvatore Barba 

Don Calogero, durante i funerali di Salvatore Barba, lancia un altro messaggio ai giovani: “Il sangue dei due ragazzi non deve essere invano, non dobbiamo dimenticare”

Pubblicato 2 settimane fa



Ancora lacrime, ancora sgomento. È stato un altro pomeriggio di passione quello appena trascorso a Favara dove si sono celebrati i funerali di Salvatore Barba, il trentatreenne deceduto in un tragico incidente avvenuto sabato notte lungo il viale delle Dune a San Leone. Salvatore è la seconda vittima del drammatico evento che ha coinvolto quattro giovani favaresi. Nella giornata di ieri, sempre nella chiesa Madre di Favara, si sono celebrate le esequie di Salvatore Vetro, di soli venti anni. Altri due ragazzi sono tuttora ricoverati in ospedale in gravi condizioni: Antonio, 22 anni, e Gero, 28 anni. Questo pomeriggio la comunità favarese si è stretta intorno al dolore dei familiari di Salvatore Barba riempiendo la chiesa in ogni ordine di posto. Amici, colleghi, conoscenti. Salvatore era un ragazzo conosciuto anche per il lavoro che faceva. Era impiegato al Bingo di Agrigento, a contatto con tante persone. L’uscita del feretro è stata accompagnata dal lancio di palloncini bianchi. Sopra la bara una maglia del Pro Favara. Il calcio era una delle passioni di Salvatore.

A celebrare i funerali, così come avvenuto ieri, è stato don Calogero: “Come faremo? Che strade percorreremo? Non ci sono risposte, solo imboccare la strada del cambiamento della speranza – ha detto durante l’omelia –  Non so dare una risposta al perché di queste morti, al perché di quello che succede, non so rispondere. Dobbiamo ricominciare. Il  Vangelo di oggi ci dice “siate pronti”. Il parroco ha poi continuato: “E Noi siamo pronti? Noi viviamo il “cogli l’attimo”, noi viviamo così perché ci sentiamo degli dei bianchi che pensiamo di non morire. Quante ne abbiamo passate, per quanta gente abbiamo pregato. Ci dobbiamo interrogare, dobbiamo chiederci il perché della nostra vita. Lo ripeto, pensate a voi ragazzi. Salvatore, ragazzo perbene: casa, lavoro e sincero divertimento ed è lì che ci viene da gridare. Dobbiamo svegliarci, dobbiamo ricominciare a vivere, per cambiare la nostra città e dobbiamo avere il coraggio di cambiare. Il sangue dei due ragazzi non deve essere invano, non dobbiamo dimenticare. Perché noi dimentichiamo, la nostra Favara dimentica facilmente. La fede e il coraggio ci devono aiutare in questo cammino di speranza”.

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