Massoneria: loggia occulta, chiesto processo per 19 persone

Redazione

Massoneria: loggia occulta, chiesto processo per 19 persone
| Pubblicato il venerdì 06 Novembre 2020

Massoneria: loggia occulta, chiesto processo per 19 persone

di Redazione
Pubblicato il Nov 6, 2020

La procura di Trapani ha chiesto il rinvio a giudizio per 19 persone, tra cui l’ex deputato regionale Giovanni Lo Sciuto, accusato di essere stato “socio promotore occulto della loggia” che tentava di alterare la vita politica a Castelvetrano, pilotando l’assegnazione delle ‘pensioni false’ erogate dall’Inps. Il politico – gia’ componente della commissione Antimafia nell’ultima legislatura dell’Ars – da luglio scorso e’ tornato ai domiciliari. Tutti loro – accusati a vario titolo di corruzione, induzione indebita, concussione, traffico di influenza illecita, truffa, falso, rivelazione segreti di ufficio e violazione della Legge Anselmi – dovranno comparire il prossimo 20 novembre davanti al gup Samuele Corso che valutera’ la proposta dei pm. I legali dei principali imputati inoltre preannunciano che, in caso di rinvio a giudizio, sceglieranno di essere giudicati con il rito ordinario.

Il procedimento scaturisce dall’inchiesta “Artemisia” dei pm di Trapani (procuratore aggiunto Maurizio Agnello, sostituti procuratori Francesca Urbani, Sara Morri e Andrea Tarondo) che il 21 marzo dello scorso anno porto’ all’arresto di ventisette persone, tra cui l’ex sindaco della cittadina, Felice Errante, e l’allora candidato alla carica di primo cittadino. Nel blitz furono coinvolti anche i poliziotti Salvatore Passanante, all’epoca in servizio al commissariato di Castelvetrano, Salvatore Giacobbe, impiegato all’interno della questura di Palermo e Salvatore Virgilio, applicato alla Direzione Investigativa Antimafia (Dia) di Trapani. Gli arresti furono eseguiti dai carabinieri del comando provinciale di Trapani a poche settimane dalle elezioni amministrative di Castelvetrano dell’11 maggio. Prima del voto pero’ tornarono tutti in liberta’ su disposizione del Tribunale del Riesame che annullo’ le ordinanze di custodia cautelare, anche sollevando l’incompetenza territoriale della Procura di Trapani rispetto ad alcuni episodi contestati, ma le successive pronunce della corte di Cassazione, riunita perfino in sezioni unite, ha riconosciuto la competenza territoriale dei pm trapanesi.

Secondo le indagini dei carabinieri “Lo Sciuto e i suoi sodali, dopo aver governato tramite il sindaco Felice Errante ed il vice sindaco Chiofalo dal 2012 al 2017, raggiungevano un accordo con l’ex rivale politico Luciano Perricone, finalizzato – si legge negli atti – alla elezione del predetto alla carica di sindaco in occasione delle elezioni del 2017 (non tenutesi in considerazione del sopravvenuto commissariamento del Comune)”. Per farlo avrebbero messo su una loggia massonica occulta, che avrebbe operato al di fuori del tradizionale circuito delle logge legittimamente riconosciute. Il sistema gestito dall’ex deputato Giovanni Lo Sciuto (prima nell’Mpa e poi confluito nel Nuovo centrodestra) ruotava attorno al controllo delle assunzioni nell’ente di formazione Anfe di Paolo Genco e delle assegnazioni di pensioni d’invalidita’ dell’Inps, attraverso il medico Rosario Orlando, gia’ responsabile del centro medico legale dell’ente. L’elenco degli indagati che comparira’ davanti al gup di Trapani e’ composto da Paolo Genco, Giovanni Lo Sciuto, Gaspare Magro, Felice Errante jr, Vincenzo Barone, Giuseppe Angileri, Maria Luisa Mortillaro, Isidoro Calcara, Salvatore Passanante, Salvatore Virgilio, Vincenzo Giammarinaro, Salvatore Giacobbe, Rosario Orlando, Francesco Messina Denaro, Gaetano Bacchi, Tommaso Geraci, Vincenzo Chiofalo, Giuseppe Berlino e Luciano Perricone. (AGI)

di Redazione
Pubblicato il Nov 6, 2020


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