Giudiziaria

“Ricatti ad un volontario della Caritas”, rinviata a giudizio coppia di Favara

A processo con l’accusa di aver ricattato un volontario della Caritas a cui avrebbero chiesto 10 mila euro per non pubblicare alcune registrazioni ritenute compromettenti

Pubblicato 3 mesi fa

A processo con l’accusa di aver ricattato un volontario della Caritas a cui avrebbero chiesto 10 mila euro per non pubblicare alcune registrazioni ritenute compromettenti. Il giudice per l’udienza preliminare Giuseppe Miceli, accogliendo la richiesta del procuratore aggiunto Salvatore Vella, ha rinviato a giudizio una coppia di favaresi. Si tratta di Salvatore Scarabeo, 36 anni, e Maria Teresa Noto, 33 anni. L’accusa è estorsione aggravata.

I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra il 2017 ed il 2018. Gli inquirenti stanno indagano sulla scomparsa di Gessica Lattuca, la ragazza scomparsa da Favara, e quasi per caso scoprono grazie ad alcune intercettazioni un presunto giro di ricatti sessuali tra Favara e Castrofilippo. Nel caso specifico, un settantenne volontario della Caritas sarebbe stato vittima di una estorsione con continue richieste di soldi avanzate dai due favaresi per non pubblicare alcune registrazioni compromettenti. 

Il volontario, infatti, sarebbe stato registrato in più occasioni mentre palpeggiava la donna durante un trasporto in ospedale. Quest’ultima, insieme al compagno, avrebbe così cominciato ad avanzare richieste di denaro pari a 10 mila euro per non rivelarne il contenuto. Le intercettazioni hanno svelato il presunto ricatto e il volontario della Caritas, interrogato dai carabinieri, ha poi confermato la circostanza. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Salvatore Cusumano e Olindo Di Francesco. 

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