Giudiziaria

“Scarichi nel fiume Platani”, a giudizio sindaco di Aragona e altri 7 imputati

Al centro dell’inchiesta ci sono presunte irregolarità legate al funzionamento del depuratore situato in contrada Alongi

Pubblicato 1 mese fa

Citazione diretta a giudizio nei confronti del sindaco di Aragona, Giuseppe Pendolino, e di sette tra funzionari e dipendenti comunali nell’ambito di un’inchiesta su smaltimento di rifiuti e scarichi di acque reflue nel fiume Platani senza autorizzazioni. Lo ha disposto il sostituto procuratore Maria Barbara Grazia Cifalinò.

Questa mattina, davanti il giudice Giuseppe Sciarrotta, si è svolto il pre-dibattimento, un’udienza filtro in cui il giudice è chiamato a valutare tutti gli elementi alla base dell’azione penale. Le persone offese, un’azienda e una famiglia con due (all’epoca) minorenni, hanno chiesto di costituirsi parte civile con l’assistenza dell’avvocato Floriana Salamone al fine di un eventuale risarcimento a causa delle esalazioni e degli odori per il non corretto funzionamento del depuratore.

Oltre al sindaco di Aragona, dunque, sono coinvolte altre sette persone: Luigi Virone, 68 anni; Salvatore Chiarelli, 71 anni; Rosario Monachino, 66 anni; Filippo Curallo, 55 anni; Giuseppe Pendolino, 60 anni; Angelo  Terrana, 62 anni; Salvatore Rotulo, 59 anni; Michele Cacciatore, 61 anni. Al centro dell’inchiesta della procura di Agrigento ci sono presunte irregolarità legate al funzionamento del depuratore situato in contrada Alongi. Agli imputati, a vario titolo, vengono contestati reati ambientali e, in particolare, l’aver  “aperto o comunque effettuato nuovi scarichi di acque reflue industriali, senza autorizzazione, superando così i limiti per i parametri “Escherichia Coli e Solidi Sospesi” e per aver “in assenza di autorizzazione smaltito i residui provenienti dallo scarico all’uscita presso il Vallone Alongi nel fiume Platani”. Si torna in aula il prossimo 11 giugno quando la parola passerà alla difesa rappresentata dagli avvocati Giuseppe Scozzari e Daniela Posante.

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