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Elezioni, a Palermo Leoluca Orlando vola verso la vittoria, ‘debacle’ Cinquestelle

Leoluca Orlando vede profilarsi già all’orizzonte del primo turno il suo quinto mandato da sindaco di Palermo. Sin dai primissimi minuti successivi alla chiusura delle urne, gli exit-poll hanno dato in testa il Professore con una forbice di preferenze già ben al di sopra del 40%, soglia minima per imporsi al primo turno. Exit-poll confortati […]

Pubblicato 9 anni fa

Leoluca Orlando vede profilarsi già all’orizzonte del primo turno il suo quinto mandato da sindaco di Palermo. Sin dai primissimi minuti successivi alla chiusura delle urne, gli exit-poll hanno dato in testa il Professore con una forbice di preferenze già ben al di sopra del 40%, soglia minima per imporsi al primo turno. Exit-poll confortati dalle proiezioni con i risultati delle prime sezioni scrutinate. Alle 4 della notte scorsa, infatti, dopo lo scrutinio di 41 seggi su 600, Orlando era in testa con il 44,2% di preferenze e un vantaggio di 10 punti percentuali sul rivale ormai storico, Fabrizio Ferrandelli, che per la seconda volta tentava la corsa contro Orlando a Palazzo delle Aquile. Il leader dei Coraggiosi, infatti, dopo 39 sezioni era fermo al 34,3%. Se non si è trattata di una debacle, poco ci è mancato per il Movimento 5 Stelle. Il candidato pentastellato, Ugo Forello, è rimasto infatti ben distante dai primi due, raccogliendo dopo 41 sezioni il 15,2% delle preferenze. Difficilmente dallo scrutinio emergeranno grandi colpi di scena. Sul fronte affluenza, alle urne si è recato il 52,58% dei palermitani aventi diritto di voto. Alle comunali del 2012 andarono a votare il 63,19%. Intanto, mentre i suoi rivali si chiudono nel silenzio, aspettando l’esito dello scrutinio prima di incontrare i giornalisti e commentare la sentenza delle urne, Orlando si gode il successo: ”Questa esperienza politica deve continuare ed è un modello di riferimento per tante altre realtà del nostro Paese – ha detto Orlando incontrando giornalisti e sostenitori nel suo comitato elettorale -. E’ un modello di civismo politico che è alternativo ai velleitarismi e alle logiche soffocanti degli apparati”. Questo risultato basta per avere conferma della bontà dell’amministrazione di questi anni che è stata riconosciuta dai palermitani che chiedono di non fermare il cambiamento dopo i 10 anni disastrosi di governo di centrodestra – ha aggiunto Orlando -. Sembrava un’anomalia, ma probabilmente da Palermo arriva un segnale molto chiaro: che il mondo è cambiato e chi non lo comprende o rimane chiuso dentro la scatola di un apparato o in piazza a protestare senza governare. Il mio partito si chiama Palermo”. Candidatosi senza il supporto dei tradizionali simboli di partito, Orlando ha spiegato: “Questa è una vittoria dei palermitani guidati da Orlando, il Pd ha contribuito facendo un passo indietro. Da anni non ho partito, il mio partito si chiama Palermo”. Eletto sindaco la prima volta nel 1985, a 38 anni, l’oggi 69enne Orlando ha trascorso 17 degli ultimi 34 anni alla guida del quinto comune più grande d’Italia, riuscendo a trovare agevolmente una nuova conferma, la quinta, e dimostrando di poter “fare a meno” dei partiti.

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