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Mafia, il caffè del boss finisce sotto chiave: sigilli a chiosco bar (vd)

Redazione

Catania

Mafia, il caffè del boss finisce sotto chiave: sigilli a chiosco bar (vd)

di Redazione
Pubblicato il Mar 19, 2020
Mafia, il caffè del boss finisce sotto chiave: sigilli a chiosco bar (vd)

Su proposta della Procura di Siracusa la Gdf del Comando Provinciale di Catania, con la collaborazione dei colleghi del Comando Provinciale di Siracusa, ha eseguito un provvedimento di applicazione di misura patrimoniale, emesso dal Tribunale etneo, Sezione Misure di Prevenzione, finalizzato al sequestro di un’attività commerciale appartenente a Domenico Albergo Waldker. detto “Rino”, “esponente di riferimento del clan siracusano ‘Trigila’ – spiegano le fiamme gialle- Già nel luglio del 2019, i Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Catania eseguirono un sequestro di prevenzione nei confronti di Albergo Waldker per un valore complessivo di oltre 4 milioni di euro relativo a un patrimonio costituito da 2 terreni, 9 fabbricati (tra i quali una villa residenziale), 40 rapporti bancari, 5 autovetture, 3 motoveicoli nonché 8 imprese aventi la loro sede a Noto (Siracusa) e tutte esercenti attività di ristorazione, bar e chiosco”.

Il provvedimento eseguito, con la collaborazione dei Finanzieri della Tenenza di Noto, si estende, dunque, all’attività commerciale denominata ‘I Vicere’ in “quanto ritenuta una mera prosecuzione della ‘Ditta individuale Ferla Giuseppina’, con sede a Noto in Piazza Municipio esercente l’attività di ‘chiosco bar caffetteria gelateria’ già sottoposta a sequestro di prevenzione nel luglio 2019- dicono le fiamme gialle-

Mafia, il caffè del boss finisce sotto chiave: sigilli a chiosco bar

 La ditta ‘I Vicere”, dunque, nasceva da una comunicazione di variazione del luogo di esercizio presentata dalla moglie dell’uomo che prendeva in affitto, alla fine del 2019, un locale a Noto in Via Viceré Speciale”. “La Ditta, da oggi sotto sequestro, manteneva la medesima partita iva della “Ditta individuale Ferla Giuseppina” svolgendo la stessa attività. Nella sede dei ‘Vicerè’ è stata accertata la stabile presenza di Domenico Albergo Waldket, di Giuseppina Ferla e dei figli dell’uomo”. Il commerciante è ritenuto il “reggente del clan nei periodi di detenzione di ‘Pinuccio’, ed è stato condannato per la sua partecipazione all’associazione mafiosa”, spiegano le fiamme gialle ed è stato già stato condannato per la sua partecipazione all’associazione mafiosa nonché per associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsioni, illecita concorrenza nonché plurime violazioni alla normativa di prevenzione antimafia.  Albergo Waldker (“Rino”), forte della sua indiscussa, storica caratura criminale e della capacità intimidatoria derivante dalla sua appartenenza al cartello mafioso “Nardo-Aparo-Trigila”, a partire dagli anni Duemila, acquisiva attività di ristorazione e bar al centro di Noto (Sr), la “capitale del Barocco”.

Il sequestro odierno della ditta “I Vicerè” conferma la pericolosità del proposto che, similmente, si manifestava all’atto dell’emissione, da parte dell’Ufficio Territoriale del Governo di Siracusa, nell’aprile 2019, di due interdittive “antimafia”per le società della famiglia Albergo, “La Cattedrale S.R.L.S.” e “Quelli Del Chiosco S.R.L.”. Prima dell’emanazione dei provvedimenti prefettizi e subito dopo la loro notifica, infatti, le società “colpite” venivano trasferite a ditte individuali neo costituite, tutte nella disponibilità della cerchia familiare e affettiva di “Rino”: in altre parole, venivano attuate, in rapida sequenza, locazioni aziendali finalizzate a rendere vani i provvedimenti amministrativi; stessa metodologia adottata e riscontrata nell’impresa oggetto della misura ablativa eseguita in data odierna.


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