Licata, blitz “Halycon”: Lutri resta in carcere perchè “spregiudicato e a disposizione dei clan mafiosi”

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Licata, blitz “Halycon”: Lutri resta in carcere perchè “spregiudicato e a disposizione dei clan mafiosi”

di Redazione
Pubblicato il Ago 5, 2019
Licata, blitz “Halycon”: Lutri resta in carcere perchè “spregiudicato e a disposizione dei clan mafiosi”

Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo, Maria Cristina Sala ha depositato le motivazioni con le quale ha applicato la misura della custodia cautelare in carcere a Lucio Lutri, 60 anni, dipendente dell’assessorato regionale all’Energia ed ex maestro venerabile della loggia massonica “Pensiero e azione” del Grande Oriente d’Italia di Palermo arrestato nell’ambito dell’operazione “Halycon” che ha portato in carcere sette appartenenti a mafia e massoneria.

Scrive il giudice: “In maniera del tutto spregiudicata e disinvolta forte anche del suo incarico istituzionale di funzionario della Regione siciliana e soprattutto della privilegiata rete di relazioni intrattenute quale esponente di loggia massonica con azioni spregiudicate e disinvolte si è messo a completa disposizione dell’associazione mafiosa. Appare in primo luogo del tutto inverosimile ritenere che egli non fosse a conoscenza della caratura mafiosa dei soggetti frequentati, come pure del tutto inverosimile risulta l’affermazione che lo stesso Lutri fosse ignaro delle finalità illecite degli incontri con i predetti soggetti e della loro attività oggetto di discussione illiceità che traspare evidente in diversi punti delle conversazioni intercettate… né l’indagato ha offerto una valida spiegazione in merito alla sua così ampia disponibilità dimostrata sulle richieste di suoi interventi o interessamenti per la risoluzione di questioni tra le più variegate dal settore dell’agricoltura al settore finanziario bancario sanitario ovvero persino giudiziario”.

Lutri ha mostrato di essere al servizio del clan licatese guidato dal “professore” Giovanni Lauria ed ha anche mostrato di essere “ben consapevole del contributo offerto alla consorteria mafiosa ed invitato i propri interlocutori a spegnere i telefonini per evitare di essere intercettati”.


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