Morta suicida la figlia di Lea Garofalo, Cutrò: “Lasciare solo un figlio fa capire il nostro dolore”
Lo dice all'Adnkronos Ignazio Cutrò, imprenditore siciliano, della provincia di Agrigento, presidente dell'Associazione nazionale Testimoni di Giustizia, a proposito del suicidio a 35 anni di Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo
“Questa scomparsa ci ha distrutti, perché pensavamo che lei avesse superato le cose peggiori nella vita. Provo un forte dolore soprattutto per il bambino ma anche per il marito. Arrivare a uccidersi e a lasciare il figlio da solo fa capire il dolore che ci portiamo dentro e la solitudine. Ho pianto quando ho sentito la notizia perché mi sono immerso nel suo dolore e nella sua solitudine”. Lo dice all’Adnkronos Ignazio Cutrò, imprenditore siciliano, della provincia di Agrigento, presidente dell’Associazione nazionale Testimoni di Giustizia, a proposito del suicidio a 35 anni di Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo, che venne uccisa in modo brutale dal marito e padre di Denise, a novembre del 2009 a Milano. L’uomo era esponente della ‘ndrangheta calabrese. La donna venne uccisa poiché aveva osato denunciare le cosche. La figlia Denise divenne a sua volta testimone di giustizia. “Speriamo che sia un suicidio”, aggiunge Cutrò. “Devono fare le indagini. Confido tantissimo nella magistratura e nelle forze dell’ordine che sono le vere istituzioni. Noi vogliamo essere figli di questo Stato”, conclude.




