Naro, sospesi i lavori al Carmine: i Carabinieri del NIL scoprono gravi violazioni della sicurezza
Gli ispettori avrebbero elevato un'ammenda di circa diecimila euro e una sanzione amministrativa di circa altri diecimila euro. I lavori potranno riprendere solo dopo la piena regolarizzazione.
I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro hanno disposto la sospensione delle attività di cantiere dell’ex Convento e Chiesa della Madonna del Carmelo in Piazza Crispi a Naro. L’intervento ispettivo ha portato alla luce gravi violazioni delle norme in materia di salute e sicurezza dei lavoratori, tali da rendere necessario il blocco delle operazioni.
Il cantiere, oggetto di uno specifico sopralluogo da parte degli ispettori dell’Arma, riguarda i lavori di restauro conservativo di uno dei beni ecclesiastici più significativi del territorio narese. L’opera è finanziata con fondi pubblici per un importo complessivo di 1,88 milioni di euro, fondi della misura “sicurezza sismica nei luoghi di culto, restauro del patrimonio culturale del Fondo Edifici di Culto e siti di ricovero per le opere d’arte”.
Nel corso dell’ispezione, i militari del NIL avrebbero accertato la presenza di gravi irregolarità sotto il profilo della sicurezza sul lavoro. Le violazioni rilevate riguarderebbero il mancato rispetto delle disposizioni previste dal Decreto Legislativo n. 81 del 2008 – il cosiddetto Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro – che disciplina le misure di tutela della salute e dell’incolumità fisica dei lavoratori nei cantieri edili.
In considerazione della gravità della situazione, gli ispettori hanno proceduto all’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività, misura prevista dalla normativa vigente in presenza di violazioni che espongono i lavoratori a pericoli gravi e avrebbero elevato un’ammenda di circa diecimila euro e una sanzione amministrativa di circa altri diecimila euro.
I lavori potranno riprendere solo a seguito della completa regolarizzazione delle violazioni accertate e della verifica, da parte degli organi competenti, del pieno ripristino delle condizioni di sicurezza previste dalla legge. Nel frattempo, la Procura della Repubblica di Agrigento potrebbe essere informata qualora gli accertamenti rivelassero profili di rilevanza penale in caso recidiva per inosservanza.




