Sciacca, Stefano Scaduto: “Io candidato? Mi ritengo capace”

Letizia Bilella

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Sciacca, Stefano Scaduto: “Io candidato? Mi ritengo capace”

Pubblicato il Giu 1, 2017
Sciacca, Stefano Scaduto: “Io candidato? Mi ritengo capace”

Si presenti ai nostri lettori: cosa fa nella vita e qual è stato finora il suo percorso politico.

Esercito la professione di avvocato. Nel 2008, ho costituito a Sciacca un ‘associazione di cultura politica “ Centro di studi e di cultura politica Alcide De Gasperi”. Nell’aprile del 2009 ho costituito l’associazione politica “Popolari per Sciacca”, presentandomi poi alle elezioni amministrative del 2009 come candidato sindaco della omonima lista. Non eletto, ho proseguito la mia azione politica come Presidente dei popolari per Sciacca. Nel 2011, sono stato nominato segretario comunale dell’Udc, esperienza che è durata pochi mesi, essendomi dimesso da tale incarico nel giugno del 2012, a ridosso delle elezioni comunali del 2012, alle quali ho deciso di non candidarmi. Successivamente ho proseguito la mia attività politica, come presidente dell’associazione popolari per Sciacca. Di recente, ho ritenuto con amici vecchi e nuovi di lanciare il progetto civico “ Servire Sciacca” con gli stessi principi dell’associazione Popolari per Sciacca, ma con un nome diverso, considerato che l’aggettivo “Popolare” è abusato.

Tre aggettivi per descriversi.

Determinato, appassionato, tenace.

Perché ha scelto di candidarsi alla carica di Sindaco?

Dal 2008 ad oggi mi sono sempre interessato ai problemi della mia città, con una lunghissima serie di interventi sui più svariati problemi della città, per lo più come presidente dell’associazione popolari per Sciacca. Ho sentito il dovere di candidarmi, considerato anche che si presentano quali candidati alla carica di Sindaco persone che non hanno mai prima manifestato alcun interesse per i problemi della città.

Quali sono i punti del suo programma elettorale?

Il mio programma politico-amministrativo al completo è su internet.

Qual è il suo impegno prioritario per Sciacca?

La riapertura delle Terme di Sciacca.

Mi viene in mente una parola che vorrei analizzare con lei: Democrazia. Sciacca presenta 5 candidati sindaco. Non crede che questo sia sinonimo di scarsa progettualità e mancanza di coesione da parte delle rappresentanze politiche della sua città?

No, non credo. Al contrario, laddove vi sono coalizioni di più liste, tali alleanze sono fondate più dalla volontà di vincere facilmente le elezioni che da una reale condivisione di idee e programmi. E’ possibile allora che vi sia più progettualità in singole liste, o gruppi con poche liste, anziché in grandi coalizioni.

Qual è il primo intervento che farà nel caso in cui venga eletto?

Interloquire subito con la Regione Siciliana, per l’accelerazione delle decisioni relative alla riapertura delle Terme, con bando di gara per la loro privatizzazione o affidamento in gestione.

Quali sono i settori più importanti su cui agire a Sciacca?

Innanzitutto il Turismo, ed il settore dei lavori pubblici. Non bisogna trascurare l’agricoltura e la pesca.

Tra innovazione e tradizione a cosa darebbe più spazio?

Ci vuole più innovazione, e, sembrerà un paradosso, ci vuole innovazione anche per migliorare le buone tradizioni. Sciacca “muore” se non rimane aperta alla partecipazione ed al coinvolgimento dei cittadini nella vita politica locale. Finora Sciacca ha subito colpi “mortali” dal chiudersi della politica a riccio, rispetto alle istanze civiche. L’apertura alla più ampia partecipazione dei cittadini e delle associazioni è ciò che può scongiurare la morte di Sciacca, e permettere una fase di rinascita della città.

Come pensa, nel suo programma politico, di valorizzare la cultura, che nel nostro Paese potrebbe creare ricchezza culturale, ma anche economica?

La cultura la si valorizza innanzitutto a partire dalla valorizzazione dei talenti, del cosiddetto merito nei vari campi, perché il merito nasce per lo più dall’aver “coltivato” con cura una disciplina. La mia idea, scritta nel programma, è di valorizzare il merito dei giovani di Sciacca che avranno dato onore a Sciacca, distinguendosi in vari campi, dalla cultura strettamente intesa alle discipline sportive. Un’altra idea che ho, compatibilmente con le risorse finanziarie dell’ente locale è questa: il Comune dovrebbe regalare un libro all’anno a tutti gli studenti delle scuole elementari e medie inferiori, per invogliare i giovani a leggere. Spingere i giovani di Sciacca alla lettura è il primo presupposto per farli crescere culturalmente.

Donne in politica. Cosa ne pensa?

Penso che ancor oggi l’approccio delle forze politiche alla partecipazione delle donne in politica è di mero adempimento rispetto alle regole della legge elettorale che impongono la cosiddetta quota rosa. Non c’è ancora la propensione a favorire una partecipazione delle donne alla politica che sia lontana dal momento elettorale. Quanto poi al valore di questa partecipazione, penso che sia positivo se si tratta di donne capaci. Come per noi uomini, il valore della partecipazione delle donne alla politica non è un valore in senso assoluto, ma è in valore che dipende dalle qualità e capacità del singolo, uomo o donna che sia.

Come giudica il livello di informazione a Sciacca?

Buono.

Cosa pensa dei suoi avversari politici?

Penso che sia opportuno astenersi da valutazioni di natura personale sugli altri candidati a sindaco.

Quali sono – secondo lei – le qualità di un buon sindaco?

Amare la propria città, avere un rapporto aperto con tutti i propri concittadini, senza indulgere a facili promesse; avere la determinazione e la ferma volontà di realizzare le potenzialità della propria città. Avere una visione di città, avere la capacità di programmare e di indirizzare l’apparato amministrativo a servire la città.

Cosa non vorrebbe più vedere nel suo paese?

L’atteggiamento di sfiducia di coloro, e sono in molti, che dicono che “tanto non cambierà mai niente”.

Lei sindaco di Sciacca. Perché?

Perché mi ritengo capace.


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