Amministrative Sciacca, intervista a Mistretta (MVS): “Voglia di riscattare un’intera generazione”

Letizia Bilella

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Amministrative Sciacca, intervista a Mistretta (MVS): “Voglia di riscattare un’intera generazione”

Pubblicato il Giu 7, 2017
Amministrative Sciacca, intervista a Mistretta (MVS): “Voglia di riscattare un’intera generazione”

[La nostra Letizia Bilella ha incontrato e intervistato i candidati sindaci di Sciacca. Dopo le chiacchierate  con Calogero Bono, Stefano Scaduto e Fabio Termine, oggi è il giorno di Domenico Mistretta e Stefania Valenti.]

Si presenti ai nostri lettori: cosa fa nella vita e qual è stato finora il suo percorso politico.

Sono un dottore commercialista e consulente del lavoro. Sono alla prima esperienza politica, ma ciò non significa che non abbia seguito e vissuto da vicino la politica della mia città. Reputo corretto il mio percorso, ovvero quello di cittadino che si mette in gioco e al servizio della propria città.

Tre aggettivi per descriversi.

Determinato, creativo, pragmatico.

Perché ha scelto di candidarsi alla carica di sindaco?

Per rappresentare la voglia di riscatto di un’intera generazione. Per dare voce a chi è dovuto emigrare per cercare lavoro, e per ascoltare chi è rimasto a lottare in questo paese. Noi del Movimento 5 Stelle siamo per un cambiamento radicale dell’approccio alla vita politica in questa città.

Quali sono i punti del suo programma elettorale?

I punti del programma abbracciano tutti i settori della vita cittadina, dal turismo al sociale, all’urbanistica e alle attività produttive. La nostra idea è quella di portare il paese su un binario di sviluppo condiviso, che dia a Sciacca un’identità chiara, fondata sulle proprie tradizioni, sulla cultura e le maestranze che possiede. Per fare ciò è imprescindibile per un’amministrazione che si rispetti porre la massima attenzione sulla qualità della gestione dei rifiuti, del servizio idrico, della mobilità.

Qual e’ il suo impegno prioritario per  Sciacca?

Lo sviluppo economico della città. Una città che non da prospettive di lavoro ai giovani è una città che non può avere un tessuto sociale, non può avere uno sviluppo culturale ed è destinata al degrado. Sciacca deve essere collocata su un binario di sviluppo chiaro, turistico, che sia da guida per l’azione politica dei prossimi 10 anni.

Mi viene in mente una parola che vorrei analizzare con lei: Democrazia.  Sciacca presenta 6 candidati sindaco. Non crede che questo sia sinonimo di scarsa progettualità e mancanza di coesione da parte delle rappresentanze politiche della sua città?

Sinceramente non mi interessa. Il movimento 5 stelle porta avanti il proprio progetto, in contrasto con tutte le forze politiche “figlie” o “figliastre” di una politica fallimentare che ci ha portati su un baratro economico e culturale. Noi faremo la nostra battaglia in nome e per conto dei cittadini liberi.

Qual è il primo intervento che farà nel caso in cui venga eletto?

Chiedere il ritorno all’acqua pubblica risolvendo il contratto con il gestore idrico privato.

Quali sono i settori più importanti su cui agire a Sciacca?

Sciacca si fonda su due settori portanti: agricoltura e marineria. Questi settori sono in grosse difficoltà a causa della politica a tutti i livelli (locale, regionale, nazionale e comunitaria). Il settore su cui però si deve puntare è quello turistico, in cui il potenziale è elevatissimo per una città splendida come Sciacca.

Tra innovazione e tradizione a cosa darebbe più spazio?

L’innovazione va applicata al come fare le cose. La tradizione è l’essenza della nostra cultura.  Sono quindi entrambe importanti e sinergiche.

Sciacca “muore” se non rimane aperta ad un turismo e una rigenerazione urbana capace di creare lavoro e tessuto sociale. Come pensa, nel suo programma politico, di valorizzare la cultura, che nel nostro Paese potrebbe creare ricchezza culturale, ma anche economica?

Noi siamo per una riscoperta culturale dei quartieri, del nostro modo di vivere. Vogliamo Valorizzare artigianato (ceramiche, corallo), le tradizioni, le produzioni locali. Sciacca ha un patrimonio culturale, oltre che monumentale, immenso. La città deve restare comunque aperta a tutti i tipi.

Donne in politica. Cosa ne pensa?

Quello che penso che gli uomini. Per me non c’è nessuna differenza.

Come giudica il livello di informazione a Sciacca?

Sciacca è una città che si distingue sia per l’offerta che per la qualità dell’informazione giornalistica.

Cosa pensa dei suoi avversari politici?

Penso poco ai miei avversari. Noi dobbiamo concentrarci sulla gente e sui problemi che ha.

Quali sono – secondo lei – le qualità di un buon sindaco?

Determinazione, capacità di ascoltare, essere in grado di far sentire l’amministrazione dalla parte della gente.

Cosa non vorrebbe più vedere nel suo paese?

I giovani che vanno via per cercare lavoro, nella disperazione.

Lei sindaco di Sciacca. Perché?

Perché è il momento di cambiare. Non solo nelle persone, ma nel modo di fare politica. Noi vogliamo spazzare via un intero sistema e modo di concepire l’amministrazione dei beni comuni, salvaguardando quello che c’è di buono, ma dando un nuovo impulso e nuova linfa alla città. Sciacca può diventare grande senza la zavorra di chi l’ha ridotta cosi in decenni di politica. Vogliamo portare le istituzioni vicine ai cittadini, difenderli e aiutarli. Una politica che risolve i problemi anziché crearli.


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