Sciacca, Calogero Bono: “L’amore per la mia città mi ha convinto a candidarmi

Letizia Bilella

IN EVIDENZA

Sciacca, Calogero Bono: “L’amore per la mia città mi ha convinto a candidarmi

Pubblicato il Giu 1, 2017
Sciacca, Calogero Bono: “L’amore per la mia città mi ha convinto a candidarmi

Si presenti ai nostri lettori: cosa fa nella vita e qual è stato finora il suo percorso politico.

Sono felicemente sposato e padre di una splendida bambina. Questa è la cosa più importante. Nella vita privata esercito la professione di Dottore Commercialista. Il mio percorso politico è relativamente breve ma intenso. Ho iniziato come consigliere comunale nel 2009 quando la giunta che guidava questa città era di centrosinistra e l’ho vista sfaldarsi sotto i colpi della loro stessa maggioranza fino alle dimissioni del sindaco in carica. In questa consiliatura, guidata dall’amico Fabrizio Di Paola, ho ricoperto la carica di Presidente del Consiglio Comunale.

  1. Tre aggettivi per descriversi.

Potrei dirle che sono simpatico e bello ma non credo che interessi agli elettori ed a chi leggerà questa sua intervista. E allora gliene dico solo uno: corretto! Credo che alla base di tutto ci sia la correttezza. Verso se stessi e soprattutto verso gli altri.

  1. Perché ha scelto di candidarsi alla carica di Sindaco?

Non è stata una scelta facile, non le nascondo che ci ho pensato parecchio, ne abbiamo discusso anche in famiglia, abbiamo analizzato la situazione saccense con gli amici e con tutto il gruppo che oggi mi sostiene in questo percorso. Alla fine ho deciso di candidarmi perché era ed è giusto mettere la mia esperienza consiliare e politica al servizio della città. Vede, Sciacca non è una città facile, amministrare un comune di oltre 40.000 abitanti è complicato, ci vuole impegno, dedizione, amore, desiderio di mettersi in gioco, voglia di ascoltare i bisogni della gente, molta competenza, pochi slogan e molto lavoro. Ma io amo la mia città e per rispetto verso di essa e dei miei concittadini non potevo non accettare questa candidatura.

  1. Quali sono i punti del suo programma elettorale?

Non abbiamo un programma elettorale di coalizione pieno di promesse che poi non potremo mantenere. Certo, abbiamo i nostri punti fermi, le nostre idee per migliorare la città, il resto lo stiamo costruendo insieme ai cittadini ascoltando le loro esigenze. In base a quello che ci diranno potremo anche modificare le nostre priorità. La difesa del territorio. La riapertura delle Terme di Sciacca è uno dei punti salienti. Voglio ricordare che le Terme sono di proprietà della Regione, la gestione è il relativo sfascio che ne è seguito non è da addebitare al comune di Sciacca, la chiusura è stata voluta dal governo Crocetta. Per fortuna una legge regionale ci lascia ancora uno spiraglio aperto sul quale concentreremo le nostre forze. Senza bisogno di comprare tende e fare girotondi attorno al palazzo della Regione. Le attività produttive. Abbiamo importanti progetti per il porto di Sciacca che partiranno a breve e per l’accoglienza turistica, vogliamo migliorare la viabilità interna, ampliare il mercato ortofrutticolo, dare in gestione ai cittadini gli spazi verdi, le aiuole della città e utilizzare la tassa di soggiorno per migliorare i servizi. Quindi migliori servizi ai cittadini. E poi Cultura e Turismo. Punto cardine del mio programma elettorale. 

  1. Quale  è il suo impegno prioritario per  Sciacca ?

Bisogna lavorare sull’ottimizzazione delle poche risorse che avremo a disposizione portando avanti una politica che non sia di solidarietà o di assistenza ma di lavoro. E questo si può fare ottimizzando i servizi al cittadino, predisponendo progetti che ci permettano di avere servizi efficienti spendendo meno ma non a scapito della qualità. Penso al piano Aro, penso all’ottimizzazione del servizio idrico, penso ad una nuova politica culturale. E poi abbiamo bisogno di intercettare tutte le opportunità di lavoro con fondi europei per dare occupazione a chi ha bisogno. Accanto all’impegno quotidiano occorre mettere in campo grandi idee per lo sviluppo dio Sciacca.

  1. Mi viene in mente una parola che vorrei analizzare con lei: Democrazia.  Sciacca presenta 6 candidati sindaco. Non crede che questo sia sinonimo di scarsa progettualità e mancanza di coesione da parte delle rappresentanze politiche della sua città?

Se le altre forze politiche abbiano scarsa progettualità non sta a me dirlo. Sicuramente noi no! Il nostro progetto, insieme ad Alternativa Popolare e Forza Italia va avanti da anni con ottimi risultati e sempre con coerenza politica e onestà intellettuale. Di certo nel PD di oggi ci sono più ex democristiani che ex comunisti visto che la maggior parte di questi, come rifugiati politici hanno preso altre strade aderendo ad associazioni e nuovi movimenti populisti. I vecchi della DC invece sono confluiti tutti nel PD e se guarda i candidati al consiglio comunale vedrà anche ex Manniniani. Dell’associazione Mizzica fanno parte alcuni ex assessori della vecchia giunta comunale guidata da Ignazio Messina che al secondo mandato è stato sfiduciato e della giunta di Ignazio Cucchiara (ambedue di centrosinistra) che i cittadini ricordano per aver sforato il patto di stabilità con conseguente aumento delle tasse, e fatto dimettere Vito Bono. Del M5S non so dirle, rimane il fatto che dopo la notizia dell’investitura del loro candidato e il bando di concorso per titoli alla carica di assessore, molti attivisti della prima ora in aperta polemica con quella scelta hanno lasciato il movimento. Come vede, tutti quelli che si presentano come il “nuovo che avanza” in nome della Democrazia, in realtà hanno alle spalle vecchie tragedie cittadine. 

  1. Qual è il primo intervento che farà nel caso in cui venga eletto?

Una priorità assoluta sono le Terme di Sciacca, senza il loro rilancio non si può parlare di sviluppo per Sciacca. Occorre capire la tempistica e vigilare costantemente tutta la procedura alla Regione. 

  1. Quali sono i settori più importanti su cui agire a Sciacca?

Non c’è un settore più importante ed uno meno. La città va vista nel suo insieme, le esigenze e i bisogni sono di tutti o di nessuno e l’azione politica amministrativa deve essere mirata a migliorare non un singolo aspetto ma un’insieme di esigenze. Altrimenti avremo fatto un lavoro a metà. La pesca non è più importante dell’agricoltura e il settore della ceramica non è meno importante dell’artigianato, dell’edilizia o del commercio, tutti concorrono allo sviluppo e al miglioramento. Per questo non posso e non voglio indicarle un singolo settore, le dico che il settore più importante su cui agire è Sciacca!

  1. Tra innovazione e tradizione a cosa darebbe più spazio?

Alla innovazione delle tradizioni. Sembra un gioco di parole, ma non è così. Senza tenere ben ferme le nostre tradizioni non si va da nessuna parte. Ma il mondo cambia e bisogna che le scelte dei governanti seguano tutte le innovazioni. 

  1. Sciacca “muore” se non rimane aperta a… (continui lei)

Al confronto. Non dobbiamo avere paura di confrontarci con altre realtà, magari migliori di noi, perché con il confronto, con il contatto diretto con gli altri possiamo capire dove e perché abbiamo sbagliato, se la nostra azione è stata positiva, come possiamo migliorare e se necessario, senza timore, cosa possiamo copiare per ottimizzare le nostre risorse. Se tutto rimane dentro le mura cittadine, se non ci apriamo ad uno scambio culturale, economico, di idee e progettualità, allora Sciacca sarà destinata a morire. Ma noi abbiamo una visione ben chiara di cosa vogliamo fare: vogliamo accrescere le nostre conoscenze, imparare e mettere la nostra esperienza e il nostro bagaglio al servizio della città.

  1. Come pensa, nel suo programma politico, di valorizzare la cultura, che nel nostro Paese potrebbe creare ricchezza culturale, ma anche economica?

La cultura è un sostantivo femminile che ha la capacità di spaziare e allo stesso tempo di essere quasi imprendibile. Parliamo di cultura dell’accoglienza? Di cultura di massa? Di letteratura? Musica? In ogni caso sono d’accordo con lei, la valorizzazione delle proprie tradizioni, il confronto con altre culture crea economia. Io sono convinto della necessità di organizzare eventi e master class con esperti di ogni settore (letteratura, cinema, musica) che se fatti bene possono recare non solo un vantaggio culturale ma anche economico. Sciacca ha una grande tradizione letteraria che non va sprecata e grandi uomini di cultura che non hanno mai avuto la giusta valorizzazione. Penso a Tommaso Fazello, Mariano Rossi, Giuseppe Bellanca. Questi uomini, nei loro rispettivi campi di competenza hanno fatto la storia, è impensabile che Sciacca li dimentichi.

  1. Donne in politica. Cosa ne pensa?

Non rispondo a questa domanda da anni per il semplice fatto che io non distinguo, politicamente parlando, le donne dagli uomini. La politica non è un mestiere per soli uomini, ma una passione, un mettere in pratica le proprie idee e in questo contesto tutti quelli che vogliono avvicinarsi alla politica debbono farlo senza nessuna remora, portando il loro impegno e le loro esperienze. Però voglio dirle una cosa, noi abbiamo molte donne candidate nelle nostre liste al consiglio comunale, comprese persone provenienti da altri Paesi che per lavoro o per scelta hanno deciso di vivere a Sciacca. La loro presenza in lista e in consiglio comunale potrà aiutarci meglio a capire la situazione dei migranti a Sciacca, come vivono, quali sono i loro bisogni e cosa possiamo fare per loro.

  1. Come giudica il livello di informazione a Sciacca?

Ottimo. La pluralità di informazione ha fatto elevare la qualità della offerta. 

  1. Cosa pensa dei suoi avversari politici?

Mi sto concentrando sulla campagna elettorale e sulle persone che si candidano nelle nostre liste per dare loro il maggior sostegno possibile. Preferisco non dare giudizi sugli altri.

  1. Quali sono – secondo lei – le qualità di un buon sindaco?

Sapere ascoltare, considerare il comune come casa propria e non come un posto da ricoprire per alimentare il proprio curriculum, avere la giusta umiltà per chiedere consigli e pareri anche a soggetti che la pensano diversamente e che magari in campagna elettorale facevano parte di un altro schieramento e avere capacità manageriali. Non è più tempo di passerelle politiche, bisogna sbracciarsi e lavorare duramente.

  1. Cosa non vorrebbe più vedere nel suo paese?

I sacchetti dell’immondizia lasciati negli angoli dei vicoli, le strade piene di buche perché una riparazione alla condotta viene eseguita tre volte prima che sia definitiva, le spiagge sporche e un centro storico vuoto nei mesi invernali.

  1. Lei sindaco di Sciacca. Perché?

Perché sono l’unico, fra tutti i candidati, che conosce la macchina comunale e che sa esattamente a cosa va incontro!


Dal Web


Copyright © anno 2017 - Edizioni Grandangolo - Via Mazzini, 177 -
Numero telefonico: 351 533 9611- 92100 Agrigento - Codice Issn: 2499-8907 -
Iscrizione R.O.C.: 34513 - Registrazione al Tribunale di Agrigento n. 264/04

Change privacy settings