Porto Empedocle

Porto Empedocle, incendio a bordo di un traghetto e mille litri di carburante in mare: esercitazione della Capitaneria di porto

L’esercitazione nasce per verificare l’efficienza dei dispositivi di sicurezza e la capacità di intervento delle diverse componenti operative dello scalo

Pubblicato 11 minuti fa

Un incendio a bordo di un traghetto, uno sversamento di circa mille litri di combustibile in mare e un marittimo ferito. È stato questo lo scenario di emergenza simulato nel porto di Porto Empedocle, dove la Capitaneria di porto ha coordinato un’esercitazione antincendio e antinquinamento per verificare l’efficienza dei dispositivi di sicurezza e la capacità di intervento delle diverse componenti operative dello scalo, “per mantenere un’elevata prontezza operativa del servizio per le emergenze inmare”.

L’allarme è scattato intorno alle 10, quando la Sala operativa della Capitaneria ha ricevuto una comunicazione radio dal comandante del traghetto Costanza I di Sicilia, ormeggiato alla banchina Sciangula. Nello scenario simulato, al termine delle operazioni di rifornimento, si era verificata una perdita di combustibile dalla fiancata sinistra dell’unità, accompagnata da un principio di incendio a bordo. Il comandante segnalava inoltre la presenza di 34 persone, tra passeggeri ed equipaggio, e il ferimento di un marittimo con ustioni agli arti superiori.

Immediata l’attivazione della macchina dei soccorsi attraverso i piani di emergenza SAR e antinquinamento. Sono intervenuti la motovedetta CP 336, il rimorchiatore Traiano, una pattuglia del Nucleo operativo di intervento portuale, il pilota e gli ormeggiatori. Allertati anche i Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Agrigento, già presenti in banchina per il presidio delle operazioni di bunkeraggio.

Il rimorchiatore ha attivato i propri sistemi antincendio, mentre i Vigili del Fuoco sono saliti a bordo del traghetto, comunicando successivamente il completo spegnimento delle fiamme. Verificata anche l’assenza di danni strutturali tali da compromettere la stabilità della nave.

Sul fronte ambientale, la simulazione prevedeva la fuoriuscita di circa mille litri di combustibile da una tubazione di collegamento della manichetta, a causa di un malfunzionamento della valvola di chiusura. È stato quindi attivato il Piano operativo di pronto intervento locale, con il posizionamento nello specchio acqueo di panne galleggianti rigide e assorbenti e l’impiego di skimmer per il contenimento e il recupero degli idrocarburi. Simulato anche l’intervento del 118 per prestare assistenza al marittimo ferito e predisporne il trasferimento in ospedale.

L’esercitazione ha permesso di testare il coordinamento tra gli enti coinvolti, i tempi di attivazione dei soccorsi e l’efficienza delle dotazioni disponibili, confermando l’importanza delle verifiche periodiche per garantire la sicurezza dello scalo.

“È nostro dovere assicurare in ogni circostanza l’efficienza e l’efficacia della prontezza operativa – è il commento della Capitaneria di porto – soprattutto in una realtà portuale che, per infrastrutture e posizione geografica, riveste un’importanza strategica per la città, il territorio e tutto il cluster marittimo”.

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