Locale a “luci rosse” ad Agrigento, confermate 4 condanne nel processo “Dolce vita”
Il processo nato dall'inchiesta Dolce Vita, l'omonimo locale che si trovava alla zona industriale di Agrigento
La Corte di appello di Palermo ha confermato le condanne nei confronti di quattro imputati coinvolti nell’inchiesta “Dolce vita”, una indagine che ipotizzava un giro di prostituzione all’interno dell’omonimo locale alla zona industriale di Agrigento. I fatti risalgono a quasi 25 anni fa e molte delle accuse sono cadute in prescrizione.
Quattro le condanne per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: tre anni di reclusione per Elena Acujboaei, 48 anni, Andrea Amato, 63 anni, di Porto Empedocle, Antonio Caramazza, 57 anni, di Favara, e Giovanni Corvaia, 50 anni, di Agrigento. Secondo l’accusa gli imputati, a vario titolo, sarebbero stati i protagonisti di una vera e propria rete di donne che dalla Romania venivano portare ad Agrigento per lavorare nel locale la “Dolce Vita” alla zona industriale. All’interno dello stabile ci sarebbero stati dei privè dove le ragazze, dietro pagamento, si esibivano.

