Calcio

Eccellenza, l’Akragas cade a Cefalù: il Lascari vince 1-0 

La squadra di Cammarata continua a mostrare evidenti limiti soprattutto lontano dall'Esseneto

Pubblicato 16 ore fa

Una rete di Pucci al 6′ minuto del primo tempo condanna l’Akragas alla terza sconfitta in campionato. La squadra di Cammarata continua a mostrare evidenti limiti soprattutto lontano dall’Esseneto, ancora una volta contro una  squadra che, sulla carta, appariva alla sua portata. La vittoria permette al Lascari-Cefalù di balzare fuori dalla zona play out mentre l’Akragas rimane ancorata nella zona centrale della classifica. Toccherà al tecnico biancoazzurro capire quali siano i motivi della metamorfosi dei suoi e quali siano le soluzioni da adottare.

Al termine della gara, Cammarata difende la prestazione della squadra, pur riconoscendo i limiti emersi nella fase offensiva.

«La prestazione c’è stata, è mancato il gol, è mancato l’ultimo passaggio negli ultimi sedici metri. Penso che abbiamo fatto noi la partita per novanta minuti. Abbiamo subito su un calcio di punizione, non so se ci fosse o meno, ma poi non abbiamo praticamente rischiato più nulla».

Secondo l’allenatore, l’Akragas ha mantenuto il controllo del gioco senza però riuscire a concretizzare quanto costruito.

«Abbiamo iniziato bene, avevamo il gioco in mano e siamo arrivati parecchie volte al cross. Una volta abbiamo sbagliato, un’altra il pallone è stato intercettato. Ci è mancata la giocata decisiva. Dobbiamo essere più cattivi sotto porta».

Il problema delle trasferte, però, comincia a diventare un tema sul quale riflettere. Tre sconfitte lontano dall’Esseneto rappresentano un dato che Cammarata non sottovaluta.

«È la terza sconfitta fuori casa e dobbiamo lavorarci, perché non possiamo perdere partite così. Adesso i punti cominciano a pesare. Non posso rimproverare nulla ai ragazzi per l’impegno. Chi ha visto la partita sa che in campo c’era una squadra».

Nel finale non è mancato un confronto con i sostenitori biancazzurri presenti in trasferta. Cammarata chiarisce che non si è trattato di un faccia a faccia polemico.

«I tifosi hanno riconosciuto che l’atteggiamento era quello giusto, ma vogliono vedere l’Akragas vincere. È giusto così, anche perché fanno sacrifici per seguirci in trasferta. Non c’è stato nessun faccia a faccia, soltanto un normale confronto. Dobbiamo rispettarli e rimboccarci le maniche».

Per l’Akragas resta la necessità di ritrovare concretezza e risultati anche lontano da casa. La squadra continua a mostrare due volti, tra le prestazioni all’Esseneto e le difficoltà in trasferta. Un andamento sul quale servirà intervenire rapidamente per non perdere terreno nella corsa ai vertici della classifica

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