Eccellenza, l’Akragas cade a Cefalù: il Lascari vince 1-0
La squadra di Cammarata continua a mostrare evidenti limiti soprattutto lontano dall'Esseneto
Una rete di Pucci al 6′ minuto del primo tempo condanna l’Akragas alla terza sconfitta in campionato. La squadra di Cammarata continua a mostrare evidenti limiti soprattutto lontano dall’Esseneto, ancora una volta contro una squadra che, sulla carta, appariva alla sua portata. La vittoria permette al Lascari-Cefalù di balzare fuori dalla zona play out mentre l’Akragas rimane ancorata nella zona centrale della classifica. Toccherà al tecnico biancoazzurro capire quali siano i motivi della metamorfosi dei suoi e quali siano le soluzioni da adottare.
Al termine della gara, Cammarata difende la prestazione della squadra, pur riconoscendo i limiti emersi nella fase offensiva.
«La prestazione c’è stata, è mancato il gol, è mancato l’ultimo passaggio negli ultimi sedici metri. Penso che abbiamo fatto noi la partita per novanta minuti. Abbiamo subito su un calcio di punizione, non so se ci fosse o meno, ma poi non abbiamo praticamente rischiato più nulla».
Secondo l’allenatore, l’Akragas ha mantenuto il controllo del gioco senza però riuscire a concretizzare quanto costruito.
«Abbiamo iniziato bene, avevamo il gioco in mano e siamo arrivati parecchie volte al cross. Una volta abbiamo sbagliato, un’altra il pallone è stato intercettato. Ci è mancata la giocata decisiva. Dobbiamo essere più cattivi sotto porta».
Il problema delle trasferte, però, comincia a diventare un tema sul quale riflettere. Tre sconfitte lontano dall’Esseneto rappresentano un dato che Cammarata non sottovaluta.
«È la terza sconfitta fuori casa e dobbiamo lavorarci, perché non possiamo perdere partite così. Adesso i punti cominciano a pesare. Non posso rimproverare nulla ai ragazzi per l’impegno. Chi ha visto la partita sa che in campo c’era una squadra».
Nel finale non è mancato un confronto con i sostenitori biancazzurri presenti in trasferta. Cammarata chiarisce che non si è trattato di un faccia a faccia polemico.
«I tifosi hanno riconosciuto che l’atteggiamento era quello giusto, ma vogliono vedere l’Akragas vincere. È giusto così, anche perché fanno sacrifici per seguirci in trasferta. Non c’è stato nessun faccia a faccia, soltanto un normale confronto. Dobbiamo rispettarli e rimboccarci le maniche».
Per l’Akragas resta la necessità di ritrovare concretezza e risultati anche lontano da casa. La squadra continua a mostrare due volti, tra le prestazioni all’Esseneto e le difficoltà in trasferta. Un andamento sul quale servirà intervenire rapidamente per non perdere terreno nella corsa ai vertici della classifica

