Detenuto appicca incendio in cella, tre agenti in ospedale; il Sappe: “Ora basta”
Il SAPPE, esprime vicinanza e solidarietà ai poliziotti intossicati
Il SAPPE esprime solidarietà ai colleghi che, durante l’espletamento del proprio servizio all’interno dell’Istituto Penitenziario “Pietro Cerulli” di Trapani, hanno inalato fumo tossico a seguito dell’ennesimo grave episodio critico. Lo afferma Gaspare D’Aguanno, segretario provinciale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria esprime piena e incondizionata. “Un detenuto, sottoposto al regime di cui all’art. 14-bis O.P., ha appiccato deliberatamente il fuoco al materasso all’interno della propria cella, mettendo seriamente a rischio non solo la propria incolumità ma anche quella del personale e dell’intero reparto”, spiega il sindacalista. “I poliziotti, con prontezza, professionalità e altissimo senso del dovere, sono intervenuti senza alcuna esitazione, riuscendo a far uscire il detenuto dalla cella invasa dal fumo al solo fine di salvargli la vita, esponendosi direttamente a un grave pericolo per la propria salute.” A seguito dell’intervento, tre poliziotti penitenziari sono rimasti coinvolti e si è reso necessario il trasporto presso il nosocomio locale per accertamenti sanitari. Al momento non sono ancora noti i giorni di prognosi, a ulteriore dimostrazione della gravità dell’episodio e delle conseguenze fisiche subite dal personale.
“Ancora una volta”, prosegue D’Aguanno, “la Polizia Penitenziaria dimostra di essere l’unico vero presidio di sicurezza all’interno degli istituti, costretta a operare quotidianamente in condizioni di emergenza, con gravi carenze di organico e insufficienti tutele, pagando spesso in prima persona le conseguenze di una gestione penitenziaria inefficace. Il SAPPE condanna fermamente l’ennesimo episodio critico che evidenzia come il personale continui a lavorare in ambienti ad alto rischio, anche in presenza di detenuti sottoposti a regimi restrittivi, senza adeguate misure di prevenzione e protezione. E pretende interventi immediati e concreti da parte dell’Amministrazione affinché venga finalmente garantita la sicurezza, la salute e la dignità professionale dei poliziotti penitenziari”.
“Non è più accettabile che chi garantisce ordine, legalità e salva vite umane, continui a essere lasciato solo”. Donato Capece, segretario generale del SAPPE, esprime vicinanza e solidarietà ai poliziotti intossicati: “va detto e ribadito che chi aggredisce un membro delle Forze di Polizia attacca lo Stato; quindi, la risposta deve essere ferma per evitare emulazioni. Il SAPPE riconosce una maggior attenzione di questo Governo e dell’Amministrazione Penitenziaria ai problemi del settore, ma servono interventi concreti e urgenti, non solo buone intenzioni”. Denuncia le gravi carenze di organico nei ruoli della Polizia Penitenziaria e la necessità di una riorganizzazione nazionale complessiva dei circuiti detentivi: “il Corpo garantisce legalità e sicurezza negli istituti penitenziari, favorendo la rieducazione dei detenuti grazie a professionalità e umanità, evidenziando come un carcere sicuro, attento al reinserimento sociale e al contrasto delle attività illecite contribuisce alla sicurezza nazionale secondo i principi costituzionali”. “Ma per continuare a farlo”, conclude Capece, “servono uomini e risorse, anche normative. Il SAPPE riconosce una maggior attenzione di questo Governo e dell’Amministrazione Penitenziaria ai problemi del settore, ma servono interventi concreti e urgenti, non solo buone intenzioni”.






