Gestione rifiuti verso nuova proroga, Il Comune teme il danno erariale, la Srr replica: “Mancano le attestazioni”
Di fronte a continue proroghe contrattuali e al rischio di perdere i finanziamenti PNRR, l’Amministrazione Micciché preme per l’avvio del nuovo bando. Ma la società d’ambito frena: "Procedura vincolata alla verifica dei costi dei Comuni".
Non è uno scontro istituzionale, ma è certamente il segnale di una certa “divergenza di vedute” ma soprattutto della volontà di non perdere ancora tempo e andare verso una nuova, indeterminata, proroga.
Al centro della disputa c’è il forte ritardo nell’indizione della nuova gara d’appalto d’ambito per la gestione dei rifiuti, una situazione che sta costringendo il Comune a procedere una nuova proroga, mettendo a rischio non solo la qualità del servizio, ma anche le casse dell’Ente. Il punto della situazione è il seguente: a fine febbraio scadrà la proroga di 2 anni concessa il 31 dicembre 2023 e gli uffici comunali non potranno fare altro che prolungare ancora una gestione provvisoria al medesimo raggruppamento perché la Srr non ha ancora predisposto la nuova gara d’appalto per affidare il servizio.
Gli ultimi passi burocratici risalgono a metà gennaio, quando il sindaco Francesco Micciché e il dirigente dei Lavori Pubblici, Alberto Avenia con una lettera inviata proprio alla Srr hanno espresso forte preoccupazione per la “perdurante incertezza” sul cronoprogramma della gara. Il Comune ha già provveduto, su indirizzo politico, all’acquisto di nuove attrezzature (isole ecologiche e strutture di prossimità) finanziate con fondi PNRR (Missione 2) e questo, per l’ente, potrebbe essere un rischio.
Il problema è tecnico-giuridico: tali forniture sono vincolate all’effettivo avvio del nuovo modello di raccolta. Se la gara non parte, Agrigento rischia un “concreto danno erariale”, oltre alla possibile interruzione di un servizio pubblico essenziale per motivi igienico-sanitari. “Il Comune non può e non intende farsi carico di ritardi non imputabili alla propria amministrazione”, si legge nel documento. Non si è fatta attendere la risposta della SRR ATO 4 Agrigento Provincia Est, firmata dalla Vice Presidente Giordana Bonanno e dal RUP Eleonora Aleo. La società d’ambito ha ricostruito i complessi passaggi burocratici degli ultimi mesi, sottolineando come la progettazione sia stata divisa in due lotti (Lotto 1 per Agrigento e Lotto 2 per i comuni limitrofi come Canicattì, Favara e altri).
Secondo la SRR, il Piano Industriale definitivo è stato approvato solo a luglio 2025 dopo un lungo confronto con la ditta Vitruvio srl e il CONAI per la definizione dei costi. La società afferma di aver già trasmesso la documentazione all’URC (Ufficio Regionale di Committenza) a fine 2025, ma l’ultimo miglio è bloccato da un passaggio formale. La SRR ha richiesto infatti ai Comuni di certificare che le somme necessarie per il servizio siano effettivamente previste nei bilanci comunali e nel piano finanziario della Tari.
La SRR ha quindi chiarito che la pubblicazione del bando avverrà “non appena avrà ricevuto le attestazioni da parte dei Comuni”. Al momento, l’ente si trova in una fase di attesa: da un lato la necessità di chiudere la partita burocratica per evitare sanzioni legate ai fondi PNRR, dall’altro la complessità di una gara che coinvolge numerosi centri della provincia e una spesa milionaria.
Adesso gli uffici dovranno valutare quanto tempo servirà per completare questa fase e poi per far svolgere la nuova gara che dovrà individuare i nuovi gestori per i prossimi 8 anni. Da quanto trapela l’idea sarebbe quella di concedere solo fino all’estate, ma al momento non ci sono atti ufficiali.





