Travolto da un bancale di pannelli fotovoltaici, morto lo chef Davide Di Corato
La nota di precisazione e chiarimento di Home Restaurant Hotel
È morto ieri pomeriggio a Chiaramonte Gulfi, nel Ragusano, lo chef e giornalista Davide Di Corato, 64 anni, rimasto vittima di un tragico incidente. L’episodio è avvenuto intorno alle 13.30 in contrada Poggio Gallo quando un bancale di pannelli fotovoltaici è precipitato addosso all’uomo mentre lo si stava scaricando nella sua casa.
Nonostante l’immediato intervento dei soccorsi, per Di Corato non c’è stato nulla da fare. Sull’accaduto sono in corso accertamenti dal parte della Procura di Ragusa per chiarire l’esatta dinamica dei fatti. Originario di Torino, Di Corato si era trasferito da circa dieci anni a Chiaramonte Gulfi, dove aveva avviato un home restaurant. Appassionato di editoria e divulgazione gastronomica, era una figura di rilievo nel giornalismo enogastronomico italiano: aveva diretto e ideato il mensile Chef e collaborava con diverse riviste di settore.
Cordoglio è stato espresso dal Consorzio Chiaramonte, che lo ha ricordato come “un amico e un professionista straordinario”, sottolineando il suo “contributo alla promozione della cultura enogastronomica locale”. Di Corato aveva partecipato a numerose iniziative sul territorio, tra cui il Laboratorio del Gusto e il concorso enogastronomico Terra Matta, contribuendo a valorizzare i prodotti tipici di Chiaramonte anche oltre i confini regionali.
Sulla morte dello chef Davide Di Corato, Home Restaurant Hotel ha diffuso, attraverrso il suo ufficio legale, la seguente nota stampa:
“Addio allo chef Davide Di Corato: Il cordoglio di Home Restaurant Hotel contro il caos informativo di Fipe-Confcommercio Il Ceo di Home Restaurant Hotel esprime il più profondo cordoglio per la tragica scomparsa di Davide Di Corato, giornalista e chef di straordinario valore umano e professionale che ha segnato la storia dell’editoria enogastronomica italiana. Nel partecipare al dolore della famiglia per questa assurda fatalità avvenuta a Chiaramonte Gulfi, avvertiamo tuttavia il dovere morale di ristabilire la verità riguardo alla natura dell’attività svolta dalla vittima, troppo spesso impropriamente etichettata nelle ultime ore. È necessario chiarire con fermezza che Davide Di Corato non gestiva un Home Restaurant, ma era un professionista di alto livello la cui attività non rientra nel perimetro del Social Eating. Purtroppo, dietro l’ennesima imprecisione giornalistica che confonde il settore alberghiero professionale con quello domestico, ravvisiamo chiaramente gli effetti della disinformazione sistematica portata avanti da Fipe-Confcommercio.
Questa associazione di categoria continua a alimentare una narrazione distorta con il solo scopo di tutelare interessi corporativi, generando un caos informativo che finisce per etichettare erroneamente i professionisti del settore e danneggiare al contempo chi opera correttamente nel mercato dell’Home Restaurant. Non possiamo accettare che una tragedia di tale portata venga inquinata da una terminologia errata figlia di una propaganda che vuole a tutti i costi boicottare l’innovazione nel mondo del food.
Home Restaurant Hotel ribadisce la propria distanza da queste interpretazioni fuorvianti e continuerà a lottare affinché venga fatta chiarezza tra ciò che è ristorazione professionale e ciò che è ospitalità domestica, nel rispetto della memoria dei professionisti coinvolti e della verità dei fatti”.





