Aica, la Regione versa i primi 10 milioni per pagare i debiti con Siciliacque ma avverte Ati: “Monitorate”
Si tratta della prima tranche delle somme previste in Finanziaria. Strettissimi i margini per l'utilizzo dei fondi, tra cui il pagamento del corrente fino alla data di entrata in vigore della legge
E i primi 10 milioni sono arrivati. La Regione Siciliana (presta) una boccata d’ossigeno per il servizio idrico della provincia di Agrigento, formalizzando la prima fase dell’operazione finanziaria da 20 milioni di euro a supporto di AICA (Azienda Idrica Comuni Agrigentini). Il Dipartimento Regionale dell’Acqua e dei Rifiuti ha dato il via libera alla prima tranche di finanziamenti, una mossa strategica promossa dal governo di Renato Schifani per scongiurare il collasso dell’ente gestore e garantire la continuità di un servizio essenziale per i cittadini ma anche per dare respiro al Sovrambito.
Il provvedimento, coperto con i fondi inseriti nella Legge di Stabilità regionale 2026-2028, suddivide le risorse tra gli esercizi finanziari 2026 e 2027, quindi per la prossima tranche bisognerà attendere un anno.
Queste somme non sono a fondo perduto: AICA sarà tenuta a restituire l’anticipazione alla Regione entro un arco temporale di dieci anni, con un piano di ammortamento che inizierà a decorrere dal triennio successivo a ogni erogazione. Per la quota del 2026, il rimborso avverrà dunque tramite rate annuali da 1 milione di euro a partire dal 2029.
La finalità di questo intervento, si precisa anche nel decreto, è strettamente vincolata alla risoluzione della crisi debitoria con Siciliacque. I fondi regionali devono essere utilizzati esclusivamente per saldare le fatture già emesse alla data di entrata in vigore della legge, evitando così il rischio di pignoramenti o sospensioni della fornitura che metterebbero a repentaglio l’ordine pubblico e la salute dei residenti. Al 31 dicembre 2025, la situazione debitoria di AICA verso Siciliacque risultava particolarmente critica, con un importo residuo dovuto pari a oltre 23 milioni di euro, che è man mano cresciuto.
Nonostante il salvataggio finanziario, il clima tra i soggetti coinvolti rimane teso, come noto, con Siciliacque che ha comunicato di non voler più sedere al tavolo delle trattative con AICA (forse in attesa di un intervento Regionale) e la società agrigentina che, tra le altre cose, non ritiene di dover pagare per intero le fatture del sovrambito.
La Regione, tuttavia come noto, impone condizioni rigide per il mantenimento della rateizzazione — tra cui l’obbligo per AICA di completare l’installazione dei contatori e regolarizzare la riscossione della tariffa entro tre anni oltre che pagare appunto il corrente.
Il controllo sull’operazione resterà costante: l’Assemblea Territoriale Idrica (ATI) di Agrigento avrà il compito di vigilare sulle attività di AICA, mentre il Dipartimento regionale potrà avviare verifiche ispettive e revocare il beneficio della rateizzazione in caso di inadempienze o mancata rendicontazione dei pagamenti effettuati a Siciliacque. In caso di fallimento nel piano di rimborso, la responsabilità ricadrà anche sui Comuni consorziati, che risponderebbero in solido delle somme concesse.




