Amministrative 2026, è una guerra di posizione: i candidati restano Gentile e Sodano
Tante altre voci si inseguono, nomi buttati in pasto alla stampa sui quali però non vi è mai stata reale convergenza delle forze politiche
Due nomi, due uomini di “vecchia guardia” e l’ipotesi di un centrodestra spaccato (anzi, spaccatissimo) che vada al voto mettendo in scena una guerra civile tutta interna.
Da una parte Lillo Sodano, ex sindaco di Agrigento sostenuto da MPA, Forza Italia, UDC e Fratelli d’Italia. Dall’altra solo e soltanto Luigi Gentile, ex assessore regionale di area finiana e per questo uomo gradito a destra forse più del primo e candidato da Lega e Democrazia cristiana. Altri nomi sul tavolo – almeno al momento – non ve ne sono, a partire da quello del pediatra Giuseppe Gramaglia, vicino alla DC e “sondato” circa due settimane fa ma adesso accantonato, o quello dell’ex sindaco Lillo Firetto, da più parti invocato ma non interessato – in questo contesto – a scendere in campo.
La situazione, insomma, rimane congelata, in una guerra di trincea. E allora, viene da chiedersi, perché non inizia la campagna elettorale?
Se, dicevamo, le posizioni rimangono distanti, infatti, c’è chi lancia ogni tanto segnali di distensione che hanno però principalmente lo scopo di spaccare il fronte. E’, ad esempio, il caso di Lega-DC, che hanno tentato di coinvolgere Fratelli d’Italia nel ruolo di “ponte” e mediatore tra le due posizioni. L’offerta (che non si può rifiutare?) è stata: proponete voi un candidato di bandiera che tutto il centrodestra possa/debba sostenere e deporremo le armi.
Del resto il casus belli è ormai chiaramente sia di metodo che di nome: non si è gradita l’imposizione del duopolio Gallo/Di Mauro e non si è pienamente sposato il nome dell’ex sindaco, ritenuto poco appetibile dagli elettori. Un terzo nome potrebbe cambiare tutto, e spingere ad una riappacificazione che però avrebbe anche l’effetto di un cambio di equilibri tutto interno al centrodestra.
In questi giorni pezzi di Fratelli d’Italia hanno interloquito con Gentile, tra bar e hall di alberghi cittadini (luoghi deputati alla politica nostrana) ma nessuno di loro ha il potere concreto di spostare il target del partito da una parte o da un’altra.
Chi ha invece pieno titolo sul simbolo, come il commissario regionale Luca Sbardella, sembra invece aver già delineato il campo. In una intervista su Livesicilia.it chiarisce che il partito sta lavorando – sul fronte amministrative in generale – per raggiungere l’unità su tutti i territori, “superando dispute storiche” con l’individuazione di candidati unitari.
E sulla situazione agirgentina aggiunge che Calogero Sodano gli appare “una figura particolarmente dinamica e assolutamente in grado di fare il sindaco”, aggiungendo che il partito è favorevole alla sua candidatura, auspicando però “che tutte le anime del centrodestra convergano sul suo nome”.
E se questo non avverrà?




