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Cosa c’è alla base dell’assunzione del rischio?

La ricerca del guadagno e propensione al rischio vanno da sempre a braccetto, per questo sono molto utili le tecniche di gestione del rischio

Pubblicato 1 mese fa

La vita è fatta di decisioni: ogni giorno infatti – anche inconsapevolmente – scegliamo come agire e la somma delle nostre decisioni descrive e disegna l’andamento della giornata.

La maggior parte delle volte, si tratta di decisioni banali che hanno un impatto quasi irrilevante nella propria quotidianità. Talvolta però ci si trova di fronte a delle vere e proprie decisioni di vita che avranno un impatto sul proprio futuro, sia a breve che lungo termine.

Per questo, non si assume solo il rischio lo sportivo che decide di fare arrampicata, ma anche una giovane coppia che decide di metter su famiglia, o chi sceglie di iniziare una nuova vita all’estero.

Spesso inoltre rischio e pericolo vengono confusi, ma sono due concetti molto diversi. Mentre infatti il pericolo denota una condizione molto seria, grave, che può sfociare in situazioni molto spiacevoli, il rischio descrive invece la nostra valutazione sulla probabilità di conseguenze favorevoli o sfavorevoli.

Mentre il pericolo lascia chiaramente intendere esiti potenzialmente gravi, il rischio invece è circondato dall’alone di incertezza e la sua percezione è molto soggettiva.

Guidare un’automobile è l’esempio ideale per descrivere i due concetti: guidare rispettando il codice della strada e consapevolmente non sarà pericoloso, ma comunque rischioso, perché è un’azione che verrà inevitabilmente influenzata da fattori esterni su cui non possiamo avere alcun controllo (ad esempio, la guida sconsiderata altrui). Allo stesso modo, guidare a folle velocità invece non è più solo un rischio, bensì un vero e proprio pericolo, sempre, per noi e per gli altri.

Assumersi un rischio: quando, come e perché

Quando si decide di assumersi il rischio?

Fattori che portano a questa decisione sono: le caratteristiche del soggetto (come ad esempio l’età, o una certa esperienza nella materia in questione), la situazione stessa e ovviamente l’interazione tra questi due elementi.

Ma perché si decide di rischiare?

La risposta è semplice, ma non banale: un qualche tipo di guadagno personale. Questa condotta abbraccia ogni ambito, da quello lavorativo a quello sentimentale, fino a toccare persino la sfera relativa allo svago e all’intrattenimento.

In effetti, il concetto di rischio viene associato molto spesso a giochi come il poker, in cui il fattore incertezza è molto alto, oltre al fatto che i più inesperti si affidano alla fortuna.

In un contesto simile, il momento giusto per rischiare è una decisione strettamente soggettiva, perché dipenderà dall’esperienza, da quanto si è confidenti dell’esito della propria azione e dal calcolo probabilistico. Insomma, se ben ponderato, il rischio (sia nel gioco che nella vita di tutti i giorni) può davvero diventare un’opportunità di crescita.

Bisogna anche considerare che la propensione al rischio è direttamente proporzionale dal guadagno che si otterrebbe decidendo di rischiare.

Spesso il rischio è associato a un’accezione negativa, la maggior parte delle volte perché alla base di esso vi è una grossa componente di incertezza che lo porta ad essere considerato come una sorta di tabù, un grande “sconosciuto” che intimorisce.

Il rischio viene raccontato anche in ambito artistico: nel 2022 ad esempio, Mahmood e Blanco vincevano il Festival di Sanremo con “Brividi”, una canzone d’amore che raccontava proprio della paura di amare e di correre il rischio.

Sebbene quindi quest’ultimo sia una parte insita dell’uomo, che si cerca di controllare, bisogna riflettere che non sarà mai possibile annullarlo del tutto e dunque, la migliore strategia è sfruttare il rischio a proprio vantaggio.

Sfruttare il rischio a proprio vantaggio: come?

La ricerca del guadagno e propensione al rischio vanno da sempre a braccetto, per questo sono molto utili le tecniche di gestione del rischio che aiutano a capire se vale la pena mettersi in gioco oppure aspettare.

Fondamentale ad esempio è l’analisi del rischio: è importante avere un quadro completo della situazione, una visione d’insieme generale, in modo tale da valutare al meglio l’atteggiamento più conveniente in base al momento.

Inoltre, vale la pena fermarsi e non agire d’impulso, ma individuare tutti i potenziali rischi e analizzarne le relative conseguenze e la loro gravità.

Tecniche di gestione del rischio

Molto utile in questo senso è il calcolo delle probabilità che si verifichi o meno un evento, così come analizzare tutti quei fattori che potrebbero portare a un buon esito (dati storici, scenari e rendimento – specie in contesto lavorativo, così come anche nel gioco).

Il segreto dunque è agire solo una volta che ci si è adeguatamente informati sul contesto e sulle reali potenzialità della propria decisione.

L’ideale è mettere sui piatti di una bilancia immaginaria ciò che si otterrebbe agendo in un determinato modo, e a quale prezzo. La decisione deve essere ben ponderata e soprattutto la previsione del guadagno deve essere realistica, considerando tutte le informazioni ottenute dallo studio della situazione e dall’analisi dei vari fattori che hanno portato alla decisione di correre il rischio.

Insomma, se è vero il detto che “chi non risica non rosica” è anche vero che è fondamentale fare scelte consapevoli.  

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