Agrigento

Dal “Sistema Agrigento” al posto da vicesindaco: Di Rosa mette in pausa la rivoluzione

Il candidato, che ha caratterizzato la sua attività politica per la ferma opposizione al centrodestra - e non solo - oggi apre ai suoi ex avversari

Pubblicato 1 ora fa

Il filosofo Nietzsche diceva che se guardi a lungo l’abisso, l’abisso guarda in te. A Peppe Di Rosa deve essere successa la stessa cosa con il “Sistema Agrigento” dentro cui si collocava, secondo lui, qualunque altro candidato che non fosse lui stesso.

L’annuncio di oggi della sua fase di “valutazione” della proposta di apparentamento con il candidato sindaco Dino Alonge ha colto di sorpresa tutti non fosse altro perchè l’ex consigliere comunale da anni conduce una battaglia senza quartiere contro quell’area del centrodestra.

“Ad Agrigento non esiste più una distinzione tra destra e sinistra – affermava Di Rosa fino a qualche mese fa – esiste un solo sistema di potere che governa tutto”. Un sistema che a questo punto deve averlo affascinato tanto che, alla fine, ne è rimasto stregato, come un marinaio che sente il canto di una sirena.

Certo, la sua nota stampa sembra lineare:Non ho mai ragionato e non ragionerò mai in termini di poltrone – scrive -. Chi mi conosce sa perfettamente che le mie battaglie di questi anni sono state combattute senza interessi personali, senza protezioni politiche e spesso contro tutti. L’unica richiesta avanzata dal sottoscritto riguarda precise garanzie sul programma votato dai miei sostenitori e sulla possibilità concreta di essere garante della legalità, della trasparenza amministrativa e del controllo rigoroso dell’azione politica e gestionale di una futura amministrazione comunale che dovrà avere il dovere di rilanciare Agrigento dopo anni difficilissimi“.

Tutto chiaro, no? Certo, tutto questo andrà fatto insieme a quel centrodestra contro cui Di Rosa si è a lungo scagliato con termini a volte al limite della querela, ma si sa, la politica è politica, per quanto – vada precisato che verso il suo “amico d’infanzia” Dino Alonge non ha mai espresso posizioni apertamente negative, attaccando più che altro Michele Sodano, percepito come competitor diretto.

Quello che lascia interdetti, in un certo senso, è l’atteggiamento da Totò che vuole vendere la fontana di Trevi, come nel celebre “Totòtruffa“. Di Rosa, che ha raccolto importanti consensi con il sistema del voto disgiunto, non è “proprietario” di quei voti ed è quindi improbabile possa “spostarli” a favore di questo o quel candidato.

Ciliegina sulla torta della giornata è l’intervista del deputato Roberto Di Mauro ad Agrigentonotizie.it proprio sulle scelte future per quanto riguarda gli apparentamenti. “Mister X” chiarisce di aver detto ad Alonge: ‘Sei libero, vuoi azzerare l’ipotetica Giunta? Fallo. Prenditi nuove persone, scegli chi vuoi. Puoi anche fare i nomi di 9 donne”. Una posizione che porta con sé una sola e semplice riflessione: si può liberare solo chi non era già libero.

Ma c’è chi, del concetto latifondistico della politica e del consenso, del resto, ha fatto ragione di vita e non riesce proprio a fare a meno di farlo notare.

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