Dalle macerie alla rinascita: aperta “la Tenda dello slancio” delle suore missionarie di Agrigento
Dopo l'incendio dello scorso luglio oggi la tenda è un luogo rinnovato, più accogliente e funzionale, pronto a continuare la sua missione: stare accanto a chi ha più bisogno
La “Tenda della Solidarietà” è rinata, non solo come spazio fisico, ma come simbolo ancora più forte di unione e resilienza. Oggi è un luogo rinnovato, più accogliente e funzionale, pronto a continuare la sua missione: stare accanto a chi ha più bisogno.
“Lo slancio dà il nome alla tenda. La presenza di tutte queste persone era contro ogni nostra aspettativa. Avevamo parlato, avevamo detto, però non immaginavo veramente che ci fosse tutta questa bella gente. Questo è il risultato straordinario di una solidarietà che si fa viva, che si fa carne, che veramente tende allo slancio e vuole riappropriarsi di quello che è il suo habitat, della bellezza dello stare insieme”, dichiara Suor Maria Grazia Pellitteri fondatrice della Comunità Missionaria Porte Aperta a margine della cerimonia di inaugurazione della Tenda dello slancio presso la villa bonfiglio di Agrigento alla presenza delle istituzioni civili, militari, religiosi, delle associazioni, di volontari e di tanti se non tantissimi cittadini.
Dopo il devastante incendio dello scorso luglio, lo sconforto ha lasciato spazio a qualcosa di più forte: la volontà di ricominciare. Le suore, instancabili e determinate, non si sono arrese davanti alle macerie. Hanno subito lanciato un appello, trovando una risposta straordinaria da parte della comunità. Davanti alle difficoltà più dure, la solidarietà può trasformare una tragedia in un’opportunità di rinascita. “Il fuoco non ci ha atterriti, non è stato qualcosa che ci ha colpiti, aiutate dal Signore, è stato come un trampolino di lancio per arrivare a tutto questo di grande, e per rinascere piu forti di prima”; ha continuato emozionata Suor Maria Grazia.
A piccoli passi tutto è stato ricostruito, uno spazio che sarà aperto a tutti, a tutte le ore, ognuno può contribuire con qualsiasi attività; di fondamentale importanza è stata la sensibilità della famiglia Saieva che dopo la perdita della figlia Angela, hanno donato tutti gli arredi per i piccoli bambini, creando così un giardino accogliente e colorato.
“Stasera ritorna in questa villa, in questa città, la tenda, che dopo l’incendio è tornata come motivo di riflessione, come luogo di incontro per chiunque voglia di proporre, di riparare la casa, che sarà la casa interiore, ma anche la casa comune o la casa domestica o la casa sociale, un punto di incontro che ha una storia, una storia lunga e che ritorna in vita”, ha dichiarato il vescovo della comunità agrigentina, Alessandro Damiano.
Ognuno ha contributo a dare qualcosa per la rinascita; c’è chi ha donato dei libri, chi le sedie, chi le poltrone, chi un tavolo da ping pong, chi ha donato un pianoforte e chi ha utilizzato il suo mestiere per accordarlo. Tutti insieme come una grande famiglia. “E’ la casa comune dove ciascuno può mettere del proprio, se avete dei talenti, degli hobby questo è uno spazio per voi ragazzi. Ascoltatemi, mi troverete bene”, ha detto Suor Stellina.
Oggi, tutto quello che sembrava perduto ha iniziato a prendere nuova forma. “A volte le ferite servono anche a far capire e comprendere che quello che si semina si raccoglie e le suore della comunità hanno seminato tante cose. C’è stata una corsa, una provvidenza continua, tanta generosità, tanti gesti fatti dagli agrigentini è questa la cosa più bella”, dice Giovanna Cavaleri da sempre vicino alla Comunità Missionaria Porta Aperta.