L’inchiesta su Riccardo Gallo: il fratello del cardinale, il funzionario e l’imprenditore: chi sono i 12 indagati
Gli indagati sono complessivamente 12. Ecco chi sono e quali accuse vengono mosse
“L’intera gestione del Cefpas è stata piegata agli interessi economici e politici del deputato Riccardo Gallo”. È questo l’atto di accusa al deputato agrigentino di Forza Italia nei confronti del quale la Procura di Caltanissetta, guidata da Salvatore De Luca, ha chiesto la cattura con custodia cautelare in carcere. L’inchiesta – denominata “Corte dei miracoli” – ha acceso un enorme faro sulla gestione del Centro per la Formazione Permanente e l’Aggiornamento del Personale del Servizio Sanitario. Gli indagati sono complessivamente 12 e per otto di loro è stata chiesta l’applicazione di misure cautelari. Deciderà il giudice dopo gli interrogatori preventivi. Oltre al già citato Riccardo Gallo, che comparirà dinanzi al gip il prossimo 11 giugno, vi sono anche Roberto Sanfilippo, direttore pro tempore del Cefpas, e Gioacchino Pontillo, 63 anni, oggi funzionario dell’Ente ma con un passato all’Ispettorato del lavoro e al Genio civile di Agrigento. Tutti rischiano di finire in carcere. I pm Chiara Benfante, Vera Giordano e Piera Anzalone hanno poi chiesto gli arresti domiciliari per altri cinque indagati: Giuseppe Capodieci, direttore generale dell’Asp di Agrigento, l’imprenditore Pietro Tirone, di Aragona, proprietario dell’azienda Sice srl, la funzionaria del Cefpas Maria Luisa Zoda, il medico in pensione Salvatore Enrico Giambelluca e il funzionario regionale (anche lui in pensione) Vincenzo Reitano. Nella lista degli indagati, per i quali non è stata però richiesta alcuna misura, compaiono altre quattro persone: Domenico Reina, 45 anni, di San Giovanni Gemini, fratello del cardinale e vicario del papa Baldo Reina; Dario Salvatore Giovanni Biondi, 56 anni, di Gravina di Catania; Manlio Bruna, 55 anni, di San Cataldo, e Francesca Di Gregorio, 58 anni, di Caltanissetta.
LE ACCUSE
Le indagini, eseguite dalla Squadra mobile nissena e dal Servizio Centrale Operativo della polizia, partono nell’estate 2023. La Procura di Caltanissetta contesta il reato di corruzione sia al deputato agrigentino Riccardo Gallo che al direttore del Cefpas Roberto Sanfilippo. Secondo l’accusa, infatti, l’onorevole avrebbe garantito al manager di restare al comando dell’Ente a condizione però che quest’ultimo mettesse le sue funzioni a disposizione del deputato. Tradotto: assunzioni e incarichi affidati ai “prescelti” di Riccardo Gallo. A garantire il funzionamento del patto – sempre secondo l’accusa – sarebbe stato il funzionario Gioacchino Pontillo, ritenuto dagli inquirenti la “longa manus” del deputato, assunto proprio al Cefpas per trasmettere le direttive del parlamentare. Anche Pontillo è accusato di corruzione e, in particolare, nell’aver scelto “ad hoc” un suo stretto amico – l’ex funzionario regionale Reitano – quale membro della commissione esaminatrice dell’Ente. Per la Procura di Caltanissetta il deputato Riccardo Gallo avrebbe poi stretto un altro patto corruttivo con l’attuale direttore generale dell’Asp di Agrigento, Giuseppe Capodieci. Quest’ultimo era stato posto al vertice della sanità agrigentina proprio dall’onorevole e – in cambio – il manager avrebbe dovuto assecondare i suoi desiderata. Il caso più eclatante è rappresentato dalla stipula di una convenzione tra l’Asp di Agrigento e il Cefpas esclusivamente finalizzata al trasferimento della moglie del deputato (dipendente dell’Ente) da Caltanissetta ad Agrigento. Tra gli indagati compare anche Domenico Reina, fratello del cardinale e vicario del Papa don Baldo. All’agrigentino, al quale viene contestata l’ipotesi di reato di turbata libertà degli incanti, sarebbe stato affidato un progetto dall’importo di oltre 120 mila euro per la realizzazione di una biblioteca digitale. Per i magistrati di Caltanissetta, invero, l’obiettivo degli indagati era quello di “ingraziarsi il cardinale al fine di convogliare i voti dell’elettorato cattolico sulla figura di Margherita La Rocca Ruvolo (non indagata), alleata politica del Gallo, in vista delle elezioni per il Parlamento Europeo del giugno 2024.” Una strategia resa possibile – sempre secondo gli inquirenti – grazie all’intervento di Maria Luisa Zoda e Salvatore Giambellucca, componenti della Commissione che ha giudicato genuino il progetto del Reina. Infine, un ultimo episodio riguarda l’imprenditore aragonese Pietro Tirone, titolare dell’azienda Sice Srl. Gallo avrebbe imposto al direttore del Cefpas di far aggiudicare i lavori di manutenzione straordinaria del patrimonio immobiliare dell’Ente all’imprenditore e di affidare un incarico di progettazione ad un noto architetto agrigentino (non indagato), ritenuto vicino al deputato.
PERQUISITE SEDE ASP DI AGRIGENTO E SEGRETERIA POLITICA
La Procura di Caltanissetta, oltre a notificare l’avviso di comparizione agli indagati per i quali sono state chieste misure cautelari, ha disposto perquisizioni a tappeto questa mattina all’alba. Tra gli “obiettivi” dei poliziotti della Squadra mobile le residenze degli indagati ma anche la sede del Cefpas di Caltanissetta, quella dell’Asp di Agrigento ma anche la sede di Forza Italia di Agrigento (solo la stanza di Riccardo Gallo).

