Edilizia privata e attività urbanistica, bilancio del primo trimestre 2026 dell’assessore Principato
Nei primi tre mesi del 2026 il Comune di Agrigento ha registrato oltre 829 mila euro di entrate dai permessi di costruire e circa 151 mila euro dalle sanatorie edilizie, per un totale che supera i 980 mila euro nel solo primo trimestre dell’anno
«Dopo la chiusura del 2025, l’andamento del primo trimestre 2026 conferma la solidità del percorso avviato nell’ottobre 2020 e portato avanti in questi anni nel settore dell’edilizia privata e della regolarizzazione urbanistica. Nei primi tre mesi del 2026 il Comune di Agrigento ha registrato oltre 829 mila euro di entrate dai permessi di costruire e circa 151 mila euro dalle sanatorie edilizie, per un totale che supera i 980 mila euro nel solo primo trimestre dell’anno. Un dato particolarmente significativo, perché testimonia una continuità amministrativa e operativa che va oltre i singoli esercizi finanziari”. Cosi l’assessore comunale Gerlando Principato che traccia un bilancio del primo trimestre delle attività.
“Si tratta, dice l’assessore Principato, di risultati che si inseriscono in un quadro ormai consolidato: dal 2020 ad oggi, il lavoro svolto ha consentito di generare oltre 6,4 milioni di euro dai permessi di costruire e più di 5,1 milioni di euro dalle sanatorie edilizie, con la regolarizzazione di centinaia di immobili e il recupero di risorse importanti per l’Ente. In particolare, nel quinquennio 2021–2025 sono state esitate complessivamente n. 2.053 pratiche di sanatoria, un risultato rilevante se si considera la complessità delle istruttorie e l’arretrato storico. Alla data del 31 dicembre 2025 restano da istruire n. 3.544 pratiche, a conferma della dimensione del lavoro affrontato e della necessità di proseguire con determinazione nel percorso intrapreso. Risorse che non restano numeri, ma si traducono in interventi concreti per la città: strade, verde pubblico, rigenerazione urbana, edilizia scolastica, manutenzioni straordinarie degli immobili comunali e opere sulle acque bianche, contribuendo in maniera diretta alla qualità della vita e alla sicurezza dei cittadini. Il dato forse più importante è che questi risultati non sono episodici, ma strutturali. Anche nel 2026, infatti, l’attività degli uffici mantiene livelli elevati di produttività e capacità di risposta, confermando la validità del lavoro di riorganizzazione, semplificazione e programmazione portato avanti in questi anni. Risultati che assumono un valore ancora maggiore se si considera che, nel corso del tempo, gli uffici hanno dovuto operare con una progressiva riduzione del personale, riuscendo comunque, grazie all’impegno dei pochi tecnici e amministrativi rimasti, a mantenere standard di efficienza in linea con gli anni precedenti.Proprio per questo, giunti alla conclusione di questo ciclo amministrativo, ritengo doveroso dare un riconoscimento pubblico a chi ha reso possibile tutto questo lavoro.Un ringraziamento particolare va a chi si è impegnato nel progetto sanatoria, dal Dirigente del Settore V- Ing. Alberto Avenia, ai tecnici: Geom. Giuseppe Vaiana, Geom. Giuseppe Vullo, Arch. Ivano Agostara, Geom. Calogero Cordaro, Geom. Mario Triassi, Geom. Salvatore Tuttolomondo, Geom. Giancarlo Savarino, Geom. Giovanni Spoto. Agli amministrativi: Sig. Fausto Todaro, Sig.ra Francesca Analfino, Rag. Mario Pitrone, Sig.ra Concetta Infurna, Sig.ra Antonella Sciascia, Arch. Giuseppe Luparello.Al personale tecnico del Settore VI – Servizio IV per le autorizzazioni allo scarico: Geom. Gerlando Dallicardillo, Geom. Raimondo Sallì e al personale amministrativo: Sig. Giorgio Salemi e Sig.ra Daniela Rampello.A tutti loro va il mio ringraziamento più sincero, perché con professionalità, dedizione e senso del dovere hanno garantito continuità amministrativa, tempi certi e risultati concreti, spesso lavorando in condizioni non semplici. Questi risultati dimostrano, conclude l’assessore Principato, che, quando si costruiscono organizzazione, metodo e fiducia all’interno degli uffici, il lavoro produce effetti duraturi nel tempo. È su questa base solida che la città può continuare a programmare il proprio sviluppo, con un’edilizia di qualità, sicura e rispettosa del territorio.»






