Micari (IV) suona la sveglia all’Area progressista: “Noi pronti a candidare Roberta Lala, ma serve confronto”
Il dirigente regionale di Italia Viva chiede agli alleati dell'area progressista di confrontarsi sul futuro della coalizione, ma il partito è pronto anche ad andare in solitaria
E’ un appello a fare presto e ad evitare ogni “fuga in avanti” in un momento delicato per creare un fronte alternativo alla Destra, con la consapevolezza comunque di essere pronti a prendere la propria strada.
Fabrizio Micari, ex rettore dell’università di Palermo e dirigente regionale di Italia Viva, traccia una roadmap di avvicinamento alle Amministrative 2026 che, stando a quanto circola finora, si terranno a metà maggio e lancia un messaggio chiaro agli alleati della cosiddetta “Area Progressista”, che però non sembrano guardare tutti nella stessa direzione.
“Ricordo a tutti che per poter vincere o per potersi proporre ragionevolmente ai cittadini, in primo luogo, bisogna avere delle liste e non lo so quante ce ne siano al momento – commenta Micari -. L’unica lista che io credo sia pronta è la nostra, grazie al grande impegno di Roberta Lala. Dopodiché le fughe in avanti fanno tanto danno perchè credo che, sia a livello regionale che a livello delle singole città e in particolare di Agrigento, ci sia la possibilità di riuscire a vincere se ci si unisce. Del resto siamo in presenza di governi regionali e locali che hanno fatto danni inenarrabili: la destra ha fatto come peggio non poteva e quindi credo che ci siano le condizioni migliori per cercare di realizzare una unità a livello regionale e locale, altrimenti la destra continuerà a fare danni”.
Ma lei fa riferimento a fughe in avanti regionali, come quella di La Vardera o locali, come l’individuazione di Dispenza come candidato del progetto?
“Quella di La Vardera è stata una fuga a livello regionale, per carità, che ci può anche stare, ma è inquadrata in un discorso di coalizione. Ma anche a livello cittadino, partire senza concordare insieme non mi sembra il percorso corretto. A questo punto anche noi potremmo dire che abbiamo Roberta Lala, abbiamo già una lista, anche noi potremmo proporre il nostro candidato sindaco, ma non ha senso se non viene concordato con gli altri, perché sì, magari la lista prenderà qualche voto in più, ci sarà qualche consigliere in più, ma il sindaco sarà di centro-destra”.
Quindi non escludete a priori la candidatura di Dispenza, a patto che sia frutto di un percorso condiviso?
“Sì, condiviso ma cercando di fare presto. È lo spirito con il quale in questi giorni ho cercato di scuotere un pochettino le cose, per cercare di dire: sediamoci subito, parliamo subito, parliamo subito non soltanto di Regione, parliamo di città, parliamo di Agrigento, parliamo di Messina, parliamo di tutte quante le città e cerchiamo di costruire qualcosa in un momento storico che apparentemente potrebbe essere favorevole, perché peggio di quello che hanno fatto gli altri penso che sia possibile. Agrigento è una città meravigliosa, che ha delle potenzialità straordinarie, che non può continuare ad essere mortificata come lo è stata in occasione della Capitale della cultura. Ragioniamo insieme, torno a dire, e basta con le fughe in avanti. Tra l’altro, e concludo, noi potremmo anche farle le fughe in avanti, perché abbiamo una lista pronta. Ma dico a tutti: non c’è più tempo. Approfittiamo delle divisoni del centro-destra e facciamo una campagna elettorale sui danni che ha fatto il centro-destra facendo vedere come noi potremmo essere diversi”.




