PD, volano gli stracci: “Ecco chi sta affossando la candidatura di Dispenza”
Il segretario cittadino Nino Cuffaro punta il dito innanzitutto verso la deputazione agrigentina: l'obiettivo sarebbe portare il partito a sostenere Lillo Firetto
Se non è una resa dei conti, ci somiglia davvero parecchio. Ad una manciata di mesi dalla campagna elettorale, con la cosiddetta Area Progressista (che è molto aria e poco area, a conti fatti) che sembra al momento bloccata in quello che appare un vero “pantano” è il segretario cittadino del Pd a rompere gli indugi e dipingere il quadro di un partito spaccato e, per usare un eufemismo, poco propenso a prendere posizione in supporto della candidatura del giornalista Nuccio Dispenza.
Cuffaro, in un lunghissimo post social, dice innanzitutto che il circolo agrigentino del Pd già dal 2024 lavora sulla creazione di un’area progressista guardando ad un candidato sindaco “indiscutibilmente alternativi al centrodestra. Linea inizialmente condivisa con la deputata Giovanna Iacono, presente alle riunioni del circolo che hanno discusso questa scelta politica e, poi, all’esordio dell’area progressista avvenuto al Centro Pasolini il 1° marzo scorso. Del deputato regionale Michele Catanzaro – continua Cuffaro -, invece, non abbiamo notizia, visto che, nonostante gli inviti reiterati, non è mai stato presente ai nostri incontri. Evidentemente preferisce trattative dirette con altri interlocutori fuori dal partito”. Le interlocuzioni sono continuate, rimarcando la contrarietà ad ogni accordo con il centrodestra.
Poi qualcosa sarebbe cambiato, secondo Cuffaro. “Dopo la presentazione del progetto dell’Area Progressista, nell’affollata assemblea del 28 luglio in piazza Ravanusella, siamo passati alla fase della scelta del nostro candidato sindaco. Nella riunione del circolo appositamente convocata nel settembre scorso, cominciano a spuntare come funghi i temporeggiatori, a partire da Giovanna Iacono ed al gruppo di iscritti che fanno riferimento alla corrente di Michele Catanzaro”.
Iacono avrebbe avuto, dice Cuffaro, un atteggiamento “palesemente ostile” tradottosi nella volontà di costituire un tavolo provinciale delle forze dell’alleanza “lo avevamo già costituito, ma non se n’era accorta – aggiunge Cuffaro – per passare, in seguito, ad un tavolo regionale (che non si è mai riunito dopo oltre 4 mesi di attesa)”.
“Il dato certo – continua il segretario cittadino – è che la candidatura di Nuccio Dispenza è stata portata ufficialmente in assemblea dal segretario del circolo del PD e nessuno, finora, ha espresso candidature alternative. Su Nuccio Dispenza, inoltre, c’è da mesi la convergenza del raggruppamento agrigentino del Movimento 5 Stelle, di Sinistra Italiana e dei Verdi. Perché allora il PD di Agrigento, a cui spetta la decisione sulle candidature a sindaco della città (decisione che, è bene precisare, statutariamente non compete ai deputati, anche se qualcuno vuole arrogarsi questo diritto) non ha ancora deciso?” si chiede ancora Cuffaro.
“La riunione definitiva, dopo diversi rinvii accettati dal direttivo del circolo per provare a mantenere unito il partito, evitando prove di forza e le immancabili divisioni – continua il segretario cittadino del Pd nella sua ricostruzione – avrebbe dovuto essere convocata per il 16 gennaio scorso, ma è stata da me rinviata dopo una espressa richiesta del responsabile regionale enti locali del partito Fabio Termine, che si era impegnato in tempi brevi a convocare un incontro tra i dirigenti del circolo di Agrigento e la segreteria regionale, per definire unitariamente il tema delle alleanze e della candidatura a sindaco. Successivamente, anche il segretario regionale, su mia sollecitazione, si è impegnato a convocare questo benedetto tavolo regionale. Non essendo pratico dei riti della politica, ho capito con ritardo che, quando si vuole eludere una decisione, la via più semplice è quella di rinviare ad un fantomatico tavolo di confronto a più alto livello”.
Il tavolo infatti non si sarebbe mai fissato, e i vertici Pd hanno “ghostato” – per usare un termine in voga tra i giovani – Cuffaro, non rispondendo più alle sue chiamate e ai messaggi.
Il segretario cittadino del Pd sostiene che tale atteggiamento abbia uno scopo: virare verso un candidato diverso, non esattamente di sinistra come Lillo Firetto. Una trattativa, dice, “conclusa da tempo” e forse già pronta “fin dai tempi delle elezioni provinciali”, quando un accordo tra MPA, Forza Italia e PD portò all’elezione di Giuseppe Pendolino. Lo stesso ex sindaco di Agrigento e Porto Empedocle, secondo Cuffaro, “parla con certezza di un accordo concluso, appunto, con i deputati del PD”.
Il PD quindi starebbe manifestando una natura “feudale” e punterebbe tutto su liste “pseudo civiche” che sarebbero poi “liste della vecchia politica riverniciate con il riferimento abusivo al civismo”. Una linea per Cuffaro che starebbe “tradendo sfacciatamente la linea nazionale e regionale del PD, che vuole la costruzione di alleanze alternative ai partiti di governo. Pertanto, è una scelta difficile da giustificare agli occhi dell’elettorato e della direzione nazionale del partito”.
“Arrivati a ridosso delle scadenze elettorali, il gioco è fatto – prosegue Cuffaro -. L’area progressista sarà in grande difficoltà e il poco tempo restante non consentirà più la costruzione di una lista di partito. Quindi, non resterà che allearsi con uno degli schieramenti in campo (incidentalmente con Lillo Firetto, pazienza se c’è anche la DC e un pezzo del notabilato di destra) per avere un assessorato e candidare qualcuno in una bella “lista civica””.
“Di fronte a questo progetto inaccettabile e spregiudicato, che spoglia delle sue prerogative il circolo Vittoria Giunti – continua Cuffaro – l’unica strada che hanno i compagni di Agrigento, per difendere la loro autonomia e la residua credibilità del Partito Democratico come forza di sinistra, è quella di andare fino in fondo nel perseguire il progetto dell’Area Progressista, costringendo gli affossatori ad assumersi la piena responsabilità politica di scelte diverse e aberranti, che nulla hanno a che fare con la costruzione dell’alternativa al centrodestra e il rinnovamento voluto dalla segretaria Elly Schlein. Dovremo fare di tutto per impedire una scelta sciagurata, che avrebbe una eco negativa anche a livello nazionale. Una notizia ghiotta per i critici del PD, a destra come a sinistra: il partito di Elly Schlein alleato ad Agrigento con la DC e altri pezzi del centrodestra. Roba da non credere”.





