Agrigento: l’ex presidente del Consiglio comunale Di Rosa dà l’addio alla politica
Addio alla politica per l’ex presidente del Consiglio comunale di Agrigento, Giuseppe Di Rosa che fino ad oggi è stato coordinatore del Movimento “Noi con Salvini”. “Avevo un sogno – ha detto in conferenza stampa – ma è un sogno irrealizzabile. Questa terra non cambierà mai e non potrei essere io a cambiarla. A spingerlo […]
Addio alla politica per l’ex presidente del Consiglio comunale di Agrigento, Giuseppe Di Rosa che fino ad oggi è stato coordinatore del Movimento “Noi con Salvini”.
“Avevo un sogno – ha detto in conferenza stampa – ma è un sogno irrealizzabile. Questa terra non cambierà mai e non potrei essere io a cambiarla. A spingerlo a fare un passo indietro anche le insistenze delle figlie, della famiglia.
Di Rosa ricorda che aveva già pensato a lasciare la politica “dopo il vergognoso colpo di stato organizzato dai poteri forti agrigentini con la falsa gettonopoli nella quale mi hanno insultato e apostrofato come ladro. Nella mia città, ero rientrato dando credito ad un progetto politico nazionale che mi ha deluso. Chi siede a Roma o al Parlamento siciliano non pensa ad Agrigento, si fa solo i fatti propri. Mi consola il fatto che passerò alla storia come il vice presidente meno retribuito della storia del comune di Agrigento, che ha prodotto più atti di tutti e più regolamenti di tutti cercando di ridare dignità ai cittadini, non certo per altro”.
La sovraesposizione non giova nè a me nè a chi mi circonda, la mafia non uccide solo d’estate, la mafia spesso uccide anche con l’isolamento e screditando l’oppositore per uccidere non si deve per forza sparare o colpire. La mafiosità fa parte del vivere quotidiano degli agrigentini. Città compromessa di gente compromessa che vive di compromessi. Avere il coraggio di dire la verità specie ad Agrigento è la prova più grande che un uomo possa affrontare. Ciò che mi ha fatto prendere questa decisione è l’immagine che esce di me in città. Io non sono anti firettiano. Io non odio Firetto prova ne sia il mio sms del 3 giugno giorno della sua vittoria. Io non sopporto quelli che amministrano la cosa pubblica come fa Firetto per i propri interessi e non per gli interessi della collettività. Per esempio l’immagine che esce dalla trasmissione di radio Vela con me ospite al telefono e poi con Firetto in studio non è quella che io penso di meritare dalla città, ed allora quando non ti senti a tuo agio è meglio lasciare spazio agli altri”.





