Mafia, confiscato ai clan, il Grand Hotel Mosè raddoppia il fatturato
– “Il San Paolo Palace di Palermo perdeva un milione e mezzo di euro l’anno, oggi e’ sempre pieno e con i soldi dell’agenzia abbiamo migliorato gli impianti, comprato nuovi televisori e’ rifatto un piano intero grazie agli arredi donati da sponsor privati. Io andro’ in pensione dal primo maggio e prima vorrei lasciare un […]
– “Il San Paolo Palace di Palermo perdeva un milione e mezzo di euro l’anno, oggi e’ sempre pieno e con i soldi dell’agenzia abbiamo migliorato gli impianti, comprato nuovi televisori e’ rifatto un piano intero grazie agli arredi donati da sponsor privati. Io andro’ in pensione dal primo maggio e prima vorrei lasciare un segno di speranza, oggi consegniamo 440 beni alla Sicilia occidentale, sono fiero di questo lavoro”. Cosi’ Umberto Postiglione, direttore dell’Agenzia nazionale dei beni confiscati, intervenendo al convegno “Dalla confisca dei beni all’accoglienza turistica. Viaggio dell’ANBSC nel mondo delle aziende” organizzato al San Paolo Palace, uno degli hotel risanati dopo la confisca e ora con un bilancio in attivo. Al centro del convegno le storie di successo di alcune societa’ siciliane del settore turistico-alberghiero sottratte alla criminalita’ organizzata di stampo mafioso, come l’hotel San Paolo Palace di Palermo, il Club Torre Xiare di Valderice, l’Hotel Sigonella Inn di Motta S. Anastasia e il Grand Hotel Mose’ di Agrigento. Secondo i dati diffusi dall’agenzia nazionale, in Sicilia le aziende turistico-ricettive sono il 6% delle imprese confiscate, anche in via non definitiva, e corrisponde a oltre il 13% delle imprese confiscate nel resto d’Italia. Nel dettaglio, per quanto riguarda il fatturato del San Paolo Palace, dal 2014 al 2016, l’aumento e’ stato pari a 997.312,00 euro e per il 2017 si prevede un incremento di 422.788,00 euro. Una previsione di aumento dell’8% e’ stata fatta anche per il fatturato dell’hotel villaggio Torre Xiare di Valderice (Trapani) che insieme confluiscono nel fatturato generale della Sea beach immobiliare Srl Ha superato le criticita’ legate al sequestro anche il Grand Hotel Mose’ di Agrigento, a 2 km dalla Valle dei Templi: nel dossier dell’agenzia si legge che “fatturava 710.043,75 euro, con l’avvento dello Stato ha raddoppiato fino a un rendimento di 1.509.087,07 euro e se al momento del sequestro contava 4 dipendenti oggi sono 18 e da albergo di seconda categoria a 3 stelle, oggi la struttura e’ diventata un 4 stelle di prima categoria”. “Questi 4 alberghi sono la dimostrazione che le aziende possono funzionare anche se sono confiscate – ha sottolineato Postiglione – a patto pero’ che non ci siano situazioni per cui i criminali possano pre-individuare i clienti”.





