Agrigento

Quei giovani rampolli del consiglio comunale di Agrigento, Vullo: “Biondi ha tradito la città due volte”

Intervista di Diego Romeo al consigliere comunale Marco Vullo. Siamo al quasi giro di boa di questa amministrazione e ci si accorge ancora una volta che il Consiglio comunale, palestra e vivaio per eccellenza della futura classe politica, appare svuotato dei suoi poteri, a volte, lo avete scritto nelle mail, anche umiliato e sorvolato dalle […]

Pubblicato 9 anni fa

Intervista di Diego Romeo al consigliere comunale Marco Vullo.


Siamo al quasi giro di boa di questa amministrazione e ci si accorge ancora una volta che il Consiglio comunale, palestra e vivaio per eccellenza della futura classe politica, appare svuotato dei suoi poteri, a volte, lo avete scritto nelle mail, anche umiliato e sorvolato dalle decisioni. Ma a che pro? E’ questa la conclusione che dobbiamo trarne?

“Il Consiglio comunale è sorvolato, pure, per colpa di ogni singolo consigliere comunale, direi, non voglio fare nomi e cognomi però questo Consiglio comunale non funziona per tante ragioni ma  soprattutto perché non c’è quella capacità di ogni singolo consigliere di imporre il proprio mandato che non è quello di essere soldatino ma quello di dare un input a prescindere da qualsiasi parte politica. Non vuol dire per la  maggioranza  fare da silenziatore o alzare e abbassare la mano, vuol dire a volte dire no, vuol dire capire bene quel che succede”.

Ma i vostri referenti politici cosa pensano? I dimauriani, lo sappiamo già, mentre  il Pd  aveva rimandato il redde rationem dopo l’elezione di Renzi. E tutti gli altri sono al “patto della crostata”? E il giovane Falzone di FI che sfugge al “dimettiti” di Giambrone dove lo trova il carisma e la chance per accettare?

“Come lei ben sa io sono stato eletto nelle file del Pd, oggi mi trovo in una lista civica vicino alle posizioni dell’on. Di Mauro che ha preso le distanze da questa amministrazione. Il Pd continua a vivere in un momento di grande confusione, si pensi alle dichiarazioni infamanti dell’assessore Riolo rispetto al lavoro fatto dai predecessori nei servizi sociali accusati di emanare contributi a pioggia”. 

Ma il chiarimento nel Pd c’è stato?

“Mi auguro che il segretario Zambito vada per il verso giusto ma conoscendo gli ambienti del Pd faranno decine di riunioni per arrivare al dunque. Oggi occorre dare subito una risposta. L’assessore Riolo del Pd diciamo che è stato un po’ inconsistente dal punto di vista amministrativo perché ad oggi non credo che i servizi sociali siano migliorati. Tutti calano il capo, Firetto decide e gli assessori eseguono”.

A proposito di silenzio ma tutti questi rampolli consiglieri, certamente figli di magnanimi lombi, si chiedono cosa stanno imparando da questo stile complessivo di politica. Davvero credono di essere la futura classe dirigente?  Nell’ultimo ventennio  non ci sono nomi emergenti.

“La situazione è imbarazzante e quando dico imbarazzante glielo dico per la mia poca esperienza. Sono arrivato cinque anni fa in politica pieno di entusiasmo. Vorrei fare una differenza tra questo Consiglio comunale e quello precedente fatto di gettonisti – come è stato detto – di persone che marciavano contro la città.  Ma oggi questo Consiglio comunale sta funzionando? Lei parla di giovani che dovrebbero avere delle figure di riferimento e se però queste figure sono del tipo “io, io, io” è ovvio che non ci potranno essere motivi di crescita, a mio modo di vedere. Se mi riferisco al sindaco Firetto che deve essere da guida per i giovani vicini alle sue posizioni, ma lui adotta la politica del “tutto io e tutto mio” evidentemente si andrà verso la deriva”. 

Di questi venti milioni di cui si è strombazzato l’arrivo, dove andranno a finire e chi avrà la capacità di discernere  dove andranno a finire?

“Le idee sono poco chiare, direi che ci siamo tutti  abituati agli annunci, che stiamo partendo, che è tutto pronto, però poi ci scontriamo  con l’amara realtà di una incapacità amministrativa che  prima si presentava come rinascita e cambiamento. Rispetto a questi fondi di cui si parla in riunioni presso Collegio dei Filippini, di una nuova urbanistica, una rigenerazione del territorio, del centro storico, vorrei ricordare l’assessore Beniamino Biondi col quale ci siamo arricchiti di cultura, di novità, il centro storico è rinato, Vallicaldi è rinata nel segno della democrazia partecipata e oggi se andiamo lì troviamo spazzatura e silenzio”.

Vi chiedete fin quando voi e la città  resisterete?

“Dobbiamo fare qualche mea culpa, non siamo indenni da responsabilità. E’ un po’ colpa mia, del mio referente politico e soprattutto di quella politica che non riesce a rigenerarsi, a ripartire. Abbiamo solo l’idea che vogliamo migliorare il nostro territorio, siamo scottati da questo sistema politico che negli anni ha devastato la nostra terra”.

E di un sistema politico che non sa o non vuol fare una dignitosa legge elettorale. Una classe politica che si costringe ad una eternità ormai inutile.

“Ritorniamo ai rampolli come lei li chiama del Consiglio comunale dove certi spazi vengono chiusi e si viene tranciati fuori da un meccanismo di crescita che poi va a finire inevitabilmente in un contesto nazionale e regionale dove non ci sono esempi. Si lotta solo al mantenimento di determinate posizioni”.

Una curiosità, ma all’interno di questi figli di magnanimi lombi, ci sono autocritiche, ripensamenti, ci sono meccanici nell’officina  di possibili idee nuove?

Ad alcuni ho già detto di essere ciechi e sordi, non si stanno rendendo conto che fuori dal loro mondo personale c’è la città. Purtroppo mi devo riferire ad una figura ben precisa che ha deluso una intera città e cioè Beniamino Biondi, figlio d’arte che gridava in piazza lo scandalo dei gettoni, il vergognarsi di essere agrigentini e soprattutto dei costi della politica. Oggi ci ritroviamo con una amministrazione pagatissima e direi anche giustamente per il lavoro che fanno, però con un assessore Biondi  che oggi non si presenta in Consiglio comunale, di solito è presente l’assessore Riolo che si carica il peso dell’intera Giunta. In due anni, Biondi, è venuto in aula Sollano forse solo due volte. Biondi ha tradito la città due volte, quando si è dimesso dalla carica di consigliere e poi quando si è vergognato di essere agrigentino e oggi prende la sua lauta indennità di carica.  Gli ricorderei la situazione del plesso Di Giovanni a Villaseta, una situazione disastrosa, imbarazzante. Ma dov’è il cambiamento e la rinascita? E quelle periferie che erano il fiore all’occhiello del programma di Firetto che fine stanno facendo? Promesse che Firetto ha fatto insieme a me sul palco di un comizio. Oggi io a Villaseta devo lottare contro la mortificazione di avere detto bugie”.

E il giovane Falzone che sfugge ai divieti  di FI?  E’ un segnale che merita una lettura non superficiale  e con risvolti “verdiniano-nazareni”.

“Ha accettato l’incarico della vicepresidenza. Vede, oggi è morta la democrazia nel comune di Agrigento. Oggi c’è un sindaco al comando che decide chi deve stare dentro e chi fuori e non c’è stata la possibilità per la minoranza di avere un rappresentante nell’ufficio di presidenza.  Dicono di aver fatto delle riunioni prima ma che senso ha se doveva essere l’opposizione a scegliersi il proprio rappresentante? Falzone è uscito dal cilindro di  quelle decisioni prese precedentemente. Noi siamo usciti dall’aula prima del voto e si è designata la scelta con quei quindici voti che non erano delle minoranze. Dovevano fare un atto di democrazia cioè esimersi dal votare. Questo non è avvenuto”.

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