Cade l’accusa di evasione imposte sui redditi: piena assoluzione per il notaio Nino Pusateri
Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Maria Alessandra Tedde, ha assolto con l’ampia formula liberatoria “perché il fatto non sussiste” il notaio agrigentino, Antonino Pusateri, accusato di avere presentato una dichiarazione infedele e, più nello specifico, perché, al fine di evadere le imposte sui redditi, non indicava nella dichiarazione annuale relativa alle imposte sui […]
Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Maria Alessandra Tedde, ha assolto con l’ampia formula liberatoria “perché il fatto non sussiste” il notaio agrigentino, Antonino Pusateri, accusato di avere presentato una dichiarazione infedele e, più nello specifico, perché, al fine di evadere le imposte sui redditi, non indicava nella dichiarazione annuale relativa alle imposte sui redditi per l’anno 2009 elementi attivi pari a complessivi € 7.626.814 per un ammontare superiore al 10% di quelli dichiarati per lo stesso periodo di imposta, con imposta Irpef evasa pari a € 3.279.530,00; con addizionale regionale evasa pari a € 106.776,00; con Iva evasa pari a € 1.525.363,00; con Irap evasa pari a € 367.612,00.
L’assoluzione odierna restituisce decoro al professionista agrigentino che è stato difeso dell’avvocato Giuseppe Scozzari che in udienza ha affermato: Si tratta di accusa completamente infondata e senza alcuna base logica o giuridica posta a suo fondamento”.
Ed oggi Scozzari così commenta: “La vicenda giudiziaria conclusasi nasceva da un ingiusto accertamento operato dall’Agenzia delle Entrate che aveva contestato al notaio un reddito non dichiarato palesemente stratosferico ed assolutamente irreale. Si era giunti a ciò a causa di una ingiusta presunzione prevista dalla normativa tributaria che consente all’erario, in danno di tutti i contribuenti, di conteggiare quale reddito non solo ogni entrata bancaria, ma anche ogni uscita. In particolare, in presenza di più conti bancari, l’Agenzia delle Entrate era arrivata a moltiplicare a dismisura ogni entrata ed uscita, nonostante spesso non si trattasse di diverse somme di denaro, ma di semplici spostamenti da un conto ad un altro. E questo senza nemmeno tenere conto del reddito già dichiarato dal notaio stesso, mostrando così il lato inquisitorio e vessatorio del fisco italiano. La sentenza assolutoria del Tribunale di Agrigento pone fine a questa ingiustizia e restituisce al notaio Pusateri la serenità che l’ingiustizia subita gli aveva negato”.





