Cultura

Turismo, dai parchi archeologici ai musei: il progetto della Sicilia alla Bit di Milano

Concerti jazz alla Valle dei Templi,mongolfiere che sorvolano i templi, visite guidate e percorsi inattesi

Pubblicato 1 ora fa

Una mongolfiera che si libra sulle rovine, un concerto jazz al tramonto dinanzi un tempio greco, l’agorà trasformata in spazio teatrale, un Orto scientifico dove i bambini imparano la biodiversità, mostre contemporanee sotto affreschi settecenteschi. Per scoprire un sito culturale e non lasciarlo mai più: perché ogni nuova visita apre un orizzonte diverso, in qualunque stagione. La Sicilia della cultura alla BIT di Milano presenta un progetto consolidato lungo 365 giorni all’anno, con esperienze che accompagnano e integrano i percorsi nei siti. È il lavoro di CoopCulture che cura i servizi dei più importanti parchi archeologici e siti culturali della Sicilia Occidentale: e ogni anno rinnova un patto con i visitatori per far sì che ogni visita divenga relazione. Nascono così i biglietti multipli di accesso a più siti, strumenti concreti di promozione, in un’unica visione che unisce Regione Siciliana, Università degli Studi e privati: PalermoCulturePass che collega museo archeologico Salinas, Steri, Orto Botanico, RISO Museo d’arte moderna e contemporanea; Sicilia dei templi che unisce Museo Salinas, Valle dei Templi, Segesta e Selinunte; le card dedicate alle famiglie alla Valle dei Templi, a Segesta e all’Orto Botanico di Palermo; e l’Agrigento Culture Pass, biglietto combinato che unisce Valle dei Templi e Museo Griffo ai siti dell’Arcidiocesi, Museo Diocesano, Cattedrale di San Gerlando e Chiesa di Santa Maria dei Greci. Dal primo marzo si aggiunge il nuovo Archeopass Segesta Selinunte che, nell’anno di Gibellina2026 Capitale dell’arte contemporanea, permette l’accesso ridotto anche al MAC e al Museo delle Trame Mediterranee della Fondazione Orestiadi.

Non è commistione, è cultura. In sinergia con le direzioni dei parchi e dei musei, l’accoglienza diventa parte di una strategia che tiene insieme tutela, accessibilità, innovazione e programmazione continua, trasformando i siti in palcoscenici naturali per 12 mesi all’anno. 

Alla Valle dei Templi di Agrigento tutto questo è realtà quotidiana condivisa da oltre un milione di visitatori. Le visite guidate lungo la Via Sacra e alle catacombe paleocristiane, i percorsi nel museo archeologico Griffo, raccontano le molte vite di Akragas ricostruite anche con tecnologie immersive. L’attenzione ai visitatori con esigenze diverse si traduce in servizi concreti e itinerari facilitati. La Valle in estate si trasforma in un teatro en plein air, dall’alba alla notte: e il festival ArcosoliJazz, dal 20 al 30 luglio, porterà grandi nomi della musica internazionale.

Al Parco archeologico di Selinunte il protagonista è il paesaggio. Dalla spiaggia all’antico porto che riaffiora, fino alle colline dei templi, la visita è lenta, personale, possibile anche in biciclettatra le colonne dei templi c’è anche un antico alveare. Oltre ai festival storicizzati – Festival della Bellezza, Teatri di Pietra, Curva Minore -, è imminente il lancio della nuova OpenCall per gli artisti che potranno contare su date tra il 18 luglio e il 31 agosto.

Al Parco archeologico di Segesta il dialogo è tra passato e presente. Il teatro qui è una vocazione che convive con le visite al tempio e alle aree di scavo. Il Segesta Teatro Festival, che l’anno scorso ha superato le 17 mila presenze in poco più di un mese, punta a crescere ancora e dalla BIT annuncia le nuove date, dal 30 luglio al 30 agosto. Attorno, laboratori per bambini, esperienze di visita, picnic con vista sul tempio dorico e la mongolfiera pronta a sollevarsi per leggere dall’alto la geometria antica.

Palermo, l’impegnodi CoopCultureassume la forma di una rete urbana, siti aperti e vivi, con front office e bookshop d’arte, animati da un fitto programma di visite guidate e laboratori per bambini. Il Museo archeologico regionale Salinas con la sua collezione straordinaria e la Pietra di Palermo, il più antico annale regale conosciuto dell’Egitto faraonico; la sontuosa Zisa arabo normanna, il chiostro benedettino di Monreale con le sue innumerevoli letture; il museo d’arte contemporanea RISO – con il progetto GlassRoom l’affaccio sul Cassaro si trasformerà in una open window per i giovani artisti dell’Accademia di Belle Arti -; lo Steri, con i graffiti dei prigionieri della Santa Inquisizione spagnola, il più ampio “bestiario” medievale in una dimora privata, e la Vucciria di Guttuso, cuore di un allestimento immersivo; l’Orto Botanico dove ogni pianta è un pezzetto di mondo e accoglie, oltre alle due edizioni della mostra-mercato della Zagara con oltre ventimila partecipanti a volta, il festival Metamorphosis, progetto ibrido in stretto dialogo con il giardino botanico. Fino a Palazzo Bonocore, l’ultimo nato, un vero hub di cultura e comunità in una residenza settecentesca affacciata sulla candida piazza Pretoria, dove si discute, si scoprono mostre e libri, si ascoltano concerti, nati anche grazie a una open call che ha costruito un calendario condiviso di appuntamenti che rende il palazzo non un contenitore statico, ma uno spazio di produzione culturale continua.

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