Agrigento

Agrigento, Spataro: “L’Ufficio Urbanistica non motore ma zavorra”

“L’Ufficio Urbanistica rappresenta la punta del compasso di un efficiente e proficuo funzionamento di un Comune, e non è tollerabile, invece, che sia reso una zavorra, appesantita e improduttiva, a danno delle attese e delle istanze dei cittadini”. Così afferma il consigliere comunale di Agrigento, Pasquale Spataro, di Forza Italia, che aggiunge: “L’Ufficio Urbanistica del […]

Pubblicato 8 anni fa

“L’Ufficio Urbanistica rappresenta la punta del compasso di un efficiente e proficuo funzionamento di un Comune, e non è tollerabile, invece, che sia reso una zavorra, appesantita e improduttiva, a danno delle attese e delle istanze dei cittadini”.

Così afferma il consigliere comunale di Agrigento, Pasquale Spataro, di Forza Italia, che aggiunge:

“L’Ufficio Urbanistica del Comune di Agrigento risulta fermo e immobile a causa delle scelte sbagliate del Sindaco nella gestione della macchina organizzativa del Comune. E ciò anche a causa di una rotazione dei dirigenti che si è rivelata inefficace e dannosa. L’edilizia privata – e quindi lavoro, occupazione, indotto e sviluppo economico – lancia un grido di allarme, ed il Sindaco non riesce a raccoglierlo offrendo le giuste risposte sul piano organizzativo. Infatti, il procedimento delle autorizzazioni e delle concessioni è difficile e complicato, non adeguato alle richieste di privati e degli imprenditori che, qualora il servizio urbanistico fosse efficiente, potrebbero garantire una boccata di ossigeno anche alle casse comunali tramite, tra l’altro, gli oneri di urbanizzazione. E così è anche per le sanatorie, ferme al palo: basterebbe incentivare il personale con gli introiti delle stesse sanatorie, auto-finanziandosi e smaltendo le migliaia di pratiche non evase.

Il Sindaco – conclude Spataro – piuttosto che ipotizzare giunte di salute pubblica al solo fine di garantirsi maggioranze consiliari, renda un segnale alla città partendo dalle giuste scelte nella macchina organizzativa comunale, con persone, mezzi e procedure che riportino l’economia agrigentina ai livelli minimi di una città che sia degna di definirsi tale”.

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