Mafia

A Camastra è finita ‘come Camastra’. CdM ha sciolto il consiglio Comunale

Chi è di Canicattì, Naro, Campobello o Palma di Montechiaro sa che quando qualcosa è andata male, ma proprio male, è solito dire “cuomu Camastra”. C’è chi lega questa frase al fatto che per diversi anni nel giorno della festa del Patrono San Biagio uno strano temporale fuori stagione si abbatteva puntualmente sul paese. Altri […]

Pubblicato 8 anni fa

Chi è di Canicattì, Naro, Campobello o Palma di Montechiaro sa che quando qualcosa è andata male, ma proprio male, è solito dire “cuomu Camastra”.
C’è chi lega questa frase al fatto che per diversi anni nel giorno della festa del Patrono San Biagio uno strano temporale fuori stagione si abbatteva puntualmente sul paese.
Altri la riconducono al fatto che Camastra, geograficamente piccola e collocata in una vallata tra Naro e Palma di Montechiaro fosse difficile da raggiungere.
In ogni caso proprio a Camastra è finita come Camastra.

La pioggia c’è stata e qualche giornalista che si è perso per arrivare in paese a registrare le prime impressioni di una comunità rimasta senza governo, pure.
Un terremoto che ha colpito il piccolo centro in un pomeriggio di Aprile, a pochi mesi dalle elezioni.
Nell’unico bar aperto fino a tarda sera i commenti sono tutti uguali.
-Stasera ci hanno marchiato -.
Il silenzio è assordante, le reazioni sui social network sono poche e c’è la corsa a leggere i titoli dei giornali.
Un paese che durante l’ultimo anno è stato al centro di una bufera giudiziaria e mediatica.
Le telecamere del ‘nazionale’ che hanno fatto a turno e la paura di sprofondare che il pomeriggio del dieci aprile duemiladiciotto si è concretizzata.

Il Consiglio dei Ministri ieri sera a Palazzo Chigi ha deliberato, su proposta del Ministro dell’Interno Marco Minniti e a norma dell’articolo 143 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, lo scioglimento del Consiglio comunale di Camastra in ragione delle riscontrate ingerenze da parte della criminalità organizzata.
La vicenda ha origine dopo l’esecuzione del provvedimento di cattura “Vultur” laddove tra i capi di imputazione formulati a carico dei Rosario e Vincenzo Meli emerge una brutta storia di condizionamento della consultazione elettorale amministrativa del 2013 a Camastra laddove i pubblici ministeri contestano ai Meli il ricorso all’intimidazione affinchè un candidato sindaco recedesse dalla sua intenzione di candidarsi a tutto vantaggio del candidato rivale.

Nel luglio 2017 l’ex Prefetto di Agrigento, Nicola Diomede, aveva disposto l’accesso ispettivo al Comune di Camastra per accertare eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata.

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