Mafia, blitz “Montagna”, inchiesta evidenzia famiglia di Favara ed il ruolo di Pasquale Fanara
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la scarcerazione disposta dal Tribunale del Riesame di Palermo nei confronti di Franco Dugo, 53 anni di Palazzo Adriano – accusato di estorsione – coinvolto nel maxi blitz antimafia contro le cosche dell’agrigentino denominato Montagna. Qualche giorno fa analoga decisione era stata presa dalla Suprema Corte per […]
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la scarcerazione disposta dal Tribunale del Riesame di Palermo nei confronti di Franco Dugo, 53 anni di Palazzo Adriano – accusato di estorsione – coinvolto nel maxi blitz antimafia contro le cosche dell’agrigentino denominato Montagna.
Qualche giorno fa analoga decisione era stata presa dalla Suprema Corte per Pietro Reina, Giovanni Gattuso e Raffaele La Rosa, accusati a vario titolo di associazione mafiosa e voto di scambio politico-mafioso. Accolti, dunque, quattro dei sette ricorsi della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, i pubblici ministeri Gery Ferrara, Claudio Camilleri e Alessia Sinatra (respinto dalla Suprema Corte il ricorso avverso la scarcerazione del raffadalese Roberto, di Giuseppe Vella di Favara (difeso dall’avvocato Castronovo) e Giuseppe Scavetto di Casteltermini) accusati di far parte di Cosa nostra). Come è noto le vicende legate all’operazione Montagna sono state connotate di parecchi spunti polemici.
Il Tribunale della libertà aveva già annullato 13 misure cautelari ritenendo non motivate le catture disposte dal Gip che nell’accogliere la richiesta della Procura avrebbe usato il copia e incolla Su 63 arresti, 13 sono stati annullati – come detto – per difetto di motivazione, 6 per mancanza di esigenze cautelari e 7 per mancanza di gravi indizi. Complessivamente sono 19 i ricorsi della Procura.
Intanto le carte dell’inchiesta ci mostrano come Favara rappresenti un punto di riferimento mafioso di particolare rilievo. Un intero capitolo viene dedicato alla cittadina dell’agnello pasquale. In questo modo: all’esito delle indagini sono emersi molteplici gravi indizi per ritenere che il capo della compagine mafiosa favarese sia Pasquale Fanara, coadiuvato dal suo uomo di fiducia e consigliere, l’imprenditore Stefano Valenti.
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