Agrigento

Agrigento, Girgenti acque dà il via ai licenziamenti; Gdf sequestra ancora atti

Senza preavviso e con lettera di licenziamento consegnata ai cancelli di ingresso. I primi quaranta lavoratori di Girgenti acque sono stati licenziati e messi letteralmente alla porta stamani. Ma la cifra complessiva dei licenziamenti toccherà quota 80. Un provvedimento annunciato da tempo, perfezionato nelle ultime settimane, affidando alla scienza giuridica dell’avvocato Francesco Andronico di Catania […]

Pubblicato 8 anni fa

Senza preavviso e con lettera di licenziamento consegnata ai cancelli di ingresso. I primi quaranta lavoratori di Girgenti acque sono stati licenziati e messi letteralmente alla porta stamani. Ma la cifra complessiva dei licenziamenti toccherà quota 80.

Un provvedimento annunciato da tempo, perfezionato nelle ultime settimane, affidando alla scienza giuridica dell’avvocato Francesco Andronico di Catania le modalità di esecuzione.

I sindacati preannunciano battaglia ma al momento resta il dato di fatto concreto: decine di famiglie sono senza sostentamento.

I licenziamenti – questo va detto – provocheranno contraccolpi nel futuro organizzativo e lavorativo dell’azienda che adesso dovrà aumentare carichi di lavoro sulle spalle del personale rimasto.

Alla base del provvedimento radicale la crisi economica, gli elevati costi dell’acqua, molta della quale si perde a causa di reti idriche fatiscenti e la mancata realizzazione dei progetti in itinere.

Girgenti acque, da tempo nel mirino della magistratura (prima quella dell’Antimafia di Palermo ora quella ordinaria di Agrigento) è al centro di una mega inchiesta con 81 indagati (ai 73 iniziali sono stati aggiunti nel marzo scorso alcuni manager e revisori della società Deloitte & touche S.p.a. che certifica il bilancio della società e l’ex sindaco di Canicattì, Vincenzo Corbo) che ha già fatto una vittima eccellente: il prefetto Nicola Diomede.

E proprio nei giorni scorsi l’azienda ha ricevuto l’ennesima visita della Guardia di finanza che per tre giorni ha acquisito vagonate di carte, soprattutto contabili e amministrative (bilanci della società molti dei quali già acquisiti), ora al vaglio degli investigatori.

L’inchiesta è condotta dal procuratore aggiunto Salvatore Vella e dai pm Alessandra Russo e Paola Vetro.

 

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