Agrigento

Amministrative 2026, il centrodestra cerca un candidato. Segni particolari? Basta che respiri

Al momento si ragiona di nomi ma non vi è traccia di progetti né di una idea di candidatura "concreta": si punta tutto sulla forza delle liste

Pubblicato 1 ora fa

Avete presente quel disdicevole modo di dire abbastanza maschilista? Ecco. Non è il caso di ripeterlo, lo trovate già nel titolo.

Rimane il ragionamento che, che ci crediate o no, è esattamente quello che il centrodestra agrigentino sta portando avanti ormai da alcune settimane, da quando cioè ha ritenuto di valutare concretamente l’ipotesi di procedere unitamente verso le prossime elezioni amministrative 2026.

“Basta che respiri”. Basta che sia praticabile, incensurato, magari conosciuto nel suo ruolo. Un volto presentabile a cui incollare i voti della macchina da guerra delle liste (sette quelle ad oggi in fase di preparazione) senza però, a ben vedere, al momento alcun progetto per la città, alcuna proposta concreta. I pc delle tipografie sono pieni di “santini” già pronti per il Consiglio comunale, con foto d’ordinanza in posa con il vestito della domenica. Mancano solo i loghi e i simboli, perché non è importante con chi sei candidato, l’importante è esserlo.

Una prova di forza elettorale bruta, che necessita però, è evidente, di un frontman già “cotto e mangiato”, da non fare digerire al pubblico ma da presentare già pronto per andare a vincere. Questo per evitare, anche, una complessa campagna elettorale pubblica in cui andare a spiegare perché il centrodestra che oggi governa Agrigento, lo stesso che ha gestito Capitale della Cultura 2025 tra le altre cose e che è decapitato dalle inchieste (su altre vicende, sia chiaro), dovrebbe presentarsi con un volto che non è quello di Franco Micciché e chiedere comunque il consenso dei cittadini.

E quindi, ai tanti altri nomi più o meno concreti, più o meno “bruciabili”. Del resto l’importante per chi i voti li gestisce a mazzi l’importante è la copertina: presentabile, autorevole, pulita, dignitosa.

Al resto, poi, ci pensa chi comanda davvero: quei deputati che, anche in questa elezione, non si prenderanno responsabilità politiche, decidendo di tessere senza metterci mai la faccia.

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