Palermo, vertice per la Libia: al via con tavoli economia e sicurezza
Palermo blindata, attraversata anche da qualche contestazione annunciata da gruppi sociali e alternativi, si prepara a ospitare il vertice sulla Libia. Sono state già messe in campo strette misure di sicurezza, concentrate soprattutto nel quartiere dell’Acquasanta e attorno a Villa Igiea, il quartier generale del summit. Qui per due giorni, il premier Giuseppe Conte, ministri […]
Palermo blindata, attraversata anche da qualche contestazione annunciata da gruppi sociali e alternativi, si prepara a ospitare il vertice sulla Libia. Sono state già messe in campo strette misure di sicurezza, concentrate soprattutto nel quartiere dell’Acquasanta e attorno a Villa Igiea, il quartier generale del summit. Qui per due giorni, il premier Giuseppe Conte, ministri degli esteri di vari paesi discuteranno con i due principali attori politici libici il futuro del paese mediterraneo nel dopo Gheddafi.
Il traffico automobilistico è stato vietato in una ventina di strade, tra proteste e disagi dei residenti in parte attenuati da servizi di bus navetta. Rivoluzionata la circolazione anche in altre parti della città. Gli svincoli tra viale Lazio, viale Michelangelo, piazza Bolivar sulla circonvallazione saranno chiusi solo al passaggio delle delegazioni istituzionali. Divieti di sosta in una vasta area che va dal porto a Partanna Mondello. Un centinaio di barche ormeggiate al porticciolo dell’Arenella saranno spostate altrove. Nelle adiacenze di alcune strutture alberghiere, che ospiteranno i partecipanti al vertice, i divieti saranno in vigore dalle 24 di sabato fino alle 7 di mercoledì.
Al via la Conferenza di Palermo per la Libia con i primi tavoli tecnici, preparatori in vista della plenaria di domani: quello sull’economia gia’ in corso mentre nel pomeriggio e’ in programma quello sulla sicurezza.
Sono 38 le delegazioni presenti, tra cui la Banca mondiale, la Lega araba, l’Unione africana, l’Ue – confermati l’alto rappresentante per la politica estera Federica Mogherini e il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk – e l’Onu con il rappresentante speciale per la Libia, Ghassan Salame’. Secondo quanto trapela da fonti di Palazzo Chigi, la scaletta delle presenze resta confermata, tra i leader attesi c’e’ anche il premier russo Dimitri Medvedev.
Poche ora fa e’ stata ufficializzata quella del presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi mentre resta ancora un’incognita quella del maresciallo libico, Khalifa Haftar anche se da Palazzo Chigi restano fiduciosi sulla sua partecipazione. Nella mattinata il sito libico The Libyan Address ha annunciato che l’uomo forte della Cirenaica sarebbe volato a Palermo ma per prendere parte solo a un summit per la sicurezza e non per partecipare ufficialmente alla Conferenza.
Il premier Conte arrivato a Palermo verso ora di pranzo, accogliera’ le delegazioni nel pomeriggio, poi stasera una cena di lavoro. Mentre l’incontro con i giornalisti ci sara’ solo domani in occasione della conferenza stampa finale nella quale oltre al presidente del Consiglio dovrebbe partecipare anche Salame’.
Lo stesso Ghassam Salame’ fa sapere che il suo obiettivo e’ far si’ che libere elezioni si tengano in primavera, piu’ precisamente entro i primi di giugno. Scopo dell’incontro siciliano, ha chiarito Salame’ alla stampa internazionale, e’ “capire che tipo di elezioni i libici vogliano. Se parlamentari, presidenziali, e con che tipo di legge”.
A tale proposito, l’inviato ha auspicato che i delegati riescano a fare pressioni sulla Camera dei rappresentanti libica, l’organo di Tobruk che non e’ riuscito a promulgare una legge in questo senso. “E’ importante garantire una rappresentazione piu’ ampia possibile dei libici”, ha detto Salame’. Intanto stamani, Salame’ e il suo braccio destro Stephanie Williams hanno gia’ incontrato il presidente dell’Alto consiglio di Stato libico, Khaled Al-Meshri, per discutere – si legge in un tweet della Missione di supporto in Libia dell’Onu – “i passi da compiere per implementare il piano Onu, incluse le riforme economiche”. Stessi temi affrontati anche con il ministro degli Esteri del governo di unita’ nazionale, Mohamed Taher Siala, e l’ambasciatore libico presso l’Unione europea, Hafez Kaddour. La Libia dal 2011 e’ preda di violenze tra gruppi armati e insicurezza. Il premier Giuseppe Conte nei giorni scorsi ha tenuto a evidenziare che l’appuntamento, che si terra’ oggi a domani a Villa Igiea, “non sara’ sulla Libia, ma per la Libia”, e che non intende entrare in competizione con la Francia sul ruolo di alleato-chiave nel Paese nordafricano. L’obiettivo e’ al contrario rilanciare il processo di pace delle Nazioni Unite, trovare una soluzione alla questione migratoria, e curare gli interessi energetici che la Penisola intesse in Libia. Fino ad ora pero’, sono numerose le defezioni “eccellenti” incassate da palazzo Chigi.
Saranno assenti tutti i principali leader non africani – Emmanuel Macron, Angela Merkel, Donald Trump, Vladimir Putin e Racep Tayyip Erdogan – sostituiti dai rispettivi viceministri degli Esteri. Non e’ poi ancora confermata la partecipazione del capo di fatto della Cirenaica, il generale Khalifa Haftar. Presenti invece i capi di Stato o di governo di vari Paesi africani tra cui Tunisia, Algeria, Marocco, Sudan, Ciad e Niger. Degli attori libici siedera’ al tavolo dei lavori il presidente della Camera dei rappresentanti libica, Aghila Saleh, il presidente dell’Alto Consiglio di Stato libico, Al-Meshri, e il presidente del governo di unita’ nazionale, Fayez al-Serraj.
Intanto nel pomeriggio a partire dalle 17 saranno una ventina le sigle – tra comitati, centri sociali, associazioni e movimenti – che sfileranno in corteo, da piazza Marina fino a piazza Politeama, per il contro-vertice sulla Libia. Ieri sera centinaia di giovani hanno partecipato alla ‘street parade’ dei centri sociali, partita da piazza Rivoluzione. “Politiche guerrafondaie, falsi processi di pacificazione, speculazione sui poveri e discriminazione razziale” gli slogan dei manifestanti che hanno protestato “contro una citta’ militarizzata e negata di cui non si e’ piu’ liberi abitanti ma ostaggio dei potenti e delle loro necessita’”. “Non possiamo accettare che la nostra citta’ ci venga sottratta per permettere lo svolgimento di un summit assolutamente inutile parecchio dispendioso economicamente e che, peraltro, si manifesta come fallito ancor prima di iniziare – dice Nicola Calcavecchia dei centri sociali palermitani – Bisogna assolutamente sottolineare, oltre all’assenza dei grandi capi di Stato al posto dei quali vi saranno i semplici delegati, la defezione di una delle fazioni libiche, particolare non da poco se si considera che l’intento manifesto del summit era proprio quello di trovare un accordo tra le fazioni”. La carovana, con cori, speakeraggio e musica ad alte frequenze, e’ stato organizzata proprio per “arrecare disturbo a danno degli ospiti del summit che si trovano a soggiornare presso alcuni degli alberghi del centro storico”. “A loro i lussuosi alberghi e i salotti per le conferenze, a noi le strade e le piazze della nostra citta’ da vivere e attraversare come meglio crediamo”, afferma Alessandro Tagliarini, giovane dei centri sociali palermitani.





